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Il mandolino di Beethoven

Rassegna "Doppio Gioco"

Chiesa di Santa Caterina da Siena, Napoli
20.00 - 21.00
  • intero: 10 €
  • ridotto (under 30, over 60, soci Fai, Feltrinelli Card, Wine&theCity Card, Artecard, Associati Distretto Culturale Siti Reali, soci Wunderkammer): 7 €


Raffaele La Ragione, mandolino

Marco Crosetto, fortepiano


Programma

Ludwig van Beethoven
Bonn, 1770 – Vienna, 1827
Sonatina
Sonatina
Adagio ma non troppo
Andante con variazioni
per Mandolino e Cembalo
[1796]

Bartolomeo Bortolazzi
Toscolano Maderno, 1773 – Paraiba do Sul, 1846
Sonata in Re maggiore op.9
per Pianoforte con accompagnamento di Mandolino
[1804]

Vincent Neuling
Vienna, fine XVIII sec.
Sonata op.3
pour le Clavecin et Mandoline
[1800]

Johann Nepomuk Hummel
Bratislava, 1778 – Weimar, 1837
Grande Sonata
per il Clavicembalo o Piano Forte con accompagnamento di Mandolino obbligato
[1825]

Raffaele La Ragione, mandolino

Nato a Napoli nel 1986, intraprende lo studio del mandolino nella sua città per poi proseguire gli studi tra Padova e Milano con Ugo Orlandi, con il quale si diploma e con il quale ha condiviso numerose incisioni discografiche e pubblicazioni musicologiche. Da sempre interessato alla ricerca ed al repertorio storico del mandolino, ha conseguito una laurea all’Università di Bologna con una tesi dedicata alla dinastia napoletana dei Calace e cura le edizioni musicali della casa editrice NapoliNovecento. Ha effettuato concerti in tutta Italia, Europa ed Asia, collaborando con I Solisti Veneti, Orchestra Mozart, Seoul Philarmonic Orchestra, OSI – Orchestra della Svizzera Italiana, Silete Venti!, Greek National Opera, Motus Mandolin
Quartet e direttori come Claudio Scimone, Claudio Abbado, Myung-Whun Chung, Arturo Tamayo. Ha effettuato numerose registrazioni radiofoniche e televisive (Radio3, RSI, Rai1, Rai2) oltre a cd e dvd (Brilliant, Ermitage, Mondadori, Warner Classics). Attento anche alla musica leggera, fa parte dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore.


Marco Crosetto, fortepiano

Il clavicembalista Marco Crosetto ha studiato al Conservatorio di Torino, la sua città natale, pianoforte con Claudio Voghera e Ilaria Schettini; composizione, con Silvana Di Lotti e Alessandro Ruo Rui; clavicembalo, con Giorgio Tabacco. Ha perfezionato i suoi studi al CRR di Parigi, diplomandosi in Chef de chant per l’opera barocca con Stéphane Fuget e in clavicembalo con Noëlle Spieth e Béatrice Martin. Si è esibito, come solista e in formazione da camera, nei festival più prestigiosi del panorama europeo: il Festival di Ambronay, Stockholm Early Music Festival, MA Festival di Bruges, Utrecht Oude Musik Festival, Grandezze e Meraviglie Modena, Monteverdi Festival di Cremona, TAMO Barocca di Ravenna, MiTo Settembre Musica di Torino e Milano. Ha una collaborazione attiva con tutti i gruppi di Torino (De Sono, Musici di Santa Pelagia, Stefano
Tempia, Coro Maghini, Academia Montis Regalis), le Coin du Roi, orchestra a Milano, la Pietà dei Turchini di Napoli.
È co-fondatore de La Vaghezza, ensemble barocco, con cui ha vinto il I premio all’Haendel Göttingen Competition nel 2018. Tra i riconoscimenti ricevuti, segnaliamo il III premio al Concorso Internazionale di Clavicembalo Paola Bernardi di Bologna, nel 2015; nel 2017, in duo con Mayah Kadish, il I premio al Concorso Internazionale Selifa. È stato semifinalista al concorso a Bruges nel 2018. Dal 2017, è accompagnatore al clavicembalo nei DMA dei Conservatori di Musica di Torino, Cuneo e Novara.


Il mandolino di Beethoven

Raffaele La Ragione, mandolino

Marco Crosetto, fortepiano


Ludwig van Beethoven andò per la prima volta a Praga nel 1796, insieme al principe Lichnowsky, che lo introdusse presso le principali famiglie dell’aristocrazia. La famiglia del conte Cristiano Filippo Clam-Gallas occupava nella cerchia degli amatori di musica boemi una posizione preminente. Sua moglie fu proprio quella contessina Clary per cui Beethoven scrisse l’aria “Ah perfido!”. In un foglio di schizzi dell’aria è scritto: “pour la belle J. par LvB”. Sullo stesso foglio si trova anche il tema della Sonatina in Do Maggiore. È chiara quindi la connessione tra l’aria ed altri due pezzi per mandolino i quali autografi si trovano nell’archivio del conte Clam-Gallas: la contessina Clary, cantante, deve essere stata anche una buona suonatrice di mandolino e Beethoven scrisse i tre pezzi per lei, probabilmente in ricordo del suo primo soggiorno a
Praga. Il quarto brano, la Sonatina in Do Minore, fu probabilmente composta per l’amico viennese Wenzel Krumpholz.

Bartolomeo Bortolazzi, bresciano di nascita, è stato uno dei più grandi concertisti e virtuosi di mandolino della storia. “Andavano a gare nel prodigare al nostro Bortolazzi inviti, nell’offrigli impieghi e protezioni, nel regalargli denaro e onorificenze, tutti rapiti dalla bella arte del suo strumento, dalla facilità, eleganza e melodia delle sue composizioni che improvvisava a bizzeffe”. Nel 1799 si trasferì a Londra, molto probabilmente invitato dalla Loggia Massonica dei Pellegrini, e proprio lì incontrò il giovane compositore slovacco Johann Nepomuk Hummel. Evidentemente affascinato dal virtuosismo del Bortolazzi, Hummel gli dedicò il famoso concerto per mandolino, che nella stesura risente dei consigli forniti dallo stesso Bortolazzi per quanto riguarda il modo di trattare la scrittura dello strumento, e pochi anni dopo, nel 1825 a Vienna, compose la Grande Sonata per il Clavicembalo o Piano Forte con accompagnamento di Mandolino o Violino obbligato, dedicata a Francesco Mora dè Malfatti, medico personale di Beethoven.

Scarse invece sono le notizie biografiche su Vincent Neuling, a quanto pare era un birraio viennese, cantante e violinista. Dopo la morte di suo padre, un gioielliere, con la sua grande eredità cominciò ad organizzare concerti nel suo appartamento e successivamente nel giardino del suo locale che divenne un vero e punto di riferimento in città, che vide tra gli altri anche la partecipazione di J. Strauss e F. Schubert. Ci restano solo poche composizioni oltre alla sua pregevole Sonata per pianoforte e mandolino op.3

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