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Il Suono della Parola – V ed. / 1 dicembre

Fondazione Culturale Ezio De Felice-Palazzo Donn’Anna
12.00 - 18.00
Gratuito

FONDAZIONE DE FELICE
TEATRO DI PALAZZO DONN’ANNA
Largo Donn’Anna a Posillipo, 9 – Napoli

domenica 1 dicembre / ore 12
IL SUONO DEL VENTO
E DEL MARE
ROBERTO SOLDATINI
CLAUDIO DI PALMA
LORENZO PAVOLINI
MARIAFELICIA CARRATURO
Il musicista, lo scrittore, l’artista e la sportiva. Il racconto dei loro mondi. Musica, sport e suono della natura.

FONDAZIONE DE FELICE
TEATRO DI PALAZZO DONN’ANNA
Largo Donn’Anna a Posillipo, 9 – Napoli

domenica 1 dicembre / ore 17
MADRIGALE CON SUONO
ANDREA TARABBIA
incontra IAIA CAPUTO
con intermezzi musicali di
ENSEMBLE VOCALE ESEDRA
Tiziana Fabbricatti, Roberto Franco, Sergio Petrarca, Silvia Tarantino, Sabrina Santoro
diretto da Ferdinando de Martino
Accompagnati da Igor’ Stravinskij,
entriamo nelle storie di voci e musica che compongono il libro Madrigale senza suono. Morte di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa.

Al termine dell’incontro
Visita all’Embarcadero
di Palazzo Donn’Anna


Il Suono della Parola – V ed. / 1 dicembre

Un incontro che sa di mare, di sale, di vento, di vele e di profondità. Musica, sport, suoni della natura si danno appuntamento con Roberto Soldatini, musicista e velista,
oltre che autore di libri tra cui La musica del mare (Nutrimenti), Claudio Di Palma, attore e curatore per il Napoli Teatro Festival Italia della sezione Sport Opera, Lorenzo Pavolini, autore del libro L’invenzione del vento (Marsilio) e Mariafelicia Carraturo, apneista profondista, atleta record del mondo. Sport e musica hanno non pochi punti di contatto. Gli inglesi l’hanno capito e per questo usano lo stesso termine play, sia per indicare la pratica sportiva, sia per il suonare, così come i francesi e i
tedeschi. La musica ha ritmo, come lo sport e, in entrambi, le pause e i silenzi sono fondamentali. La musica ha spazi e, come tra i tasti del pianoforte, anche nello sport gli spazi sono vitali. Note e attività fisica attingono allo stesso gesto, in un unico naturale movimento che fa vibrare muscoli, diaframma e timpani. “Seduti a pochi metri dalla battigia, le tavole con le vele montate e lo sguardo rivolto all’orizzonte, potevano tranquillamente essere scambiati per un gruppetto di giovani monaci in meditazione. […] Erano immersi nella lettura. Davanti a loro era tutto descritto alla perfezione. Un testo che si muove e respira, evapora negli spruzzi e nella schiuma, viene a depositarsi come un velo sui volti, penetra nei petti per esalare il suo senso”.
da L’invenzione del vento di Lorenzo Pavolini
Marsilio, 2019

“Il suono del vento, quello che genera gonfiando le vele o facendo vibrare sartie e drizze, il suono delle onde che si infrangono e quello dello scafo che le solca. Tutto questo è già una musica, con i suoi ritmi, le sue melodie, la sua polifonia, le sue armonie. Bisogna ascoltarla attentamente, la musica del mare. Solo quando la si ha dentro la si può riprodurre, in qualche modo, suonando, componendo. Tornando così a far parte della natura, dell’universo, del tutto. Quello che avevano intuito gli antichi greci”. da La musica del mare di Roberto Soldatini
Nutrimenti, 2014

Un uomo solo e tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto tra Cinque e Seicento, è il protagonista di questo incontro. Come può il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito? Per vendicare l’onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D’Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto. Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chiose di Igor Stravinskij si innalza una cattedrale gotica da cui scaturisce
la potenza misteriosa della musica. “Così, chiuso nel suo castello, Carlo comincia a comporre. […] La sua musica non è nuova, ed è cupa e complessa perfino per le orecchie più allenate. Carlo è qualcuno che, più o meno consapevolmente, traghetta la musica del suo tempo da un’epoca all’altra. È un omicida ed è, allo stesso tempo, un creatore di bellezza.” Andrea Tarabbia a proposito di Madrigale senza suono.
Morte di Carlo Gesualdo, Principe di Venosa

Bollati Boringhieri, 2019
Vincitore premio Campiello 2019

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