8 marzo mercoledì ore 20.30

Chiesa di San Rocco a Chiaia

Ensemble La.Vi.Co

Concerto in 3 D: Deledda, Duse, Donne




 

Nell'ambito di "Marzo Donna - Una rete di Opportunità"

 

Biglietti: 10 euro (intero); 7 euro (ridotto: over 60, under 30 e soci Fai, Artecard e Feltrinelli)

Ingresso gratuito per tutte le DONNE

I biglietti sono acquistabili sul circuito online azzurroservice.net oppure al botteghino mezz'ora prima del concerto
 


I Parte – Deledda e la sua terra

Salvatore Murru – Ricordo infantile, per voce recitante e pianoforte

Ugo Raimondi  - Riflessioni su due poesie di G.D., per voce recitante e pianoforte

Giuseppe Colella – Nell’aria, per voce, violino e pianoforte

Ivano Leva – Imbrunisce, per voce recitante e pianoforte

Mirella Giordano – Angelus, per canto e pianoforte

Voce recitante/cantante, Martina Giordano
al pianoforte gli autori dei brani

 

II parte – Deledda e “Cenere”

Proiezione e sonorizzazione dal vivo del film “Cenere” (1916) di Febo Mari, con Eleonora Duse e Febo Mari

Musica originale di Antonio Annibali Corona, Chiara De Sio Cesari, Antonio Somma

Per pianoforte, sassofono, arpa, violino ed elettronica

Pianoforte, Antonio Somma

Elettronica, Antonio Annibali Corona

Violino, Chiara De Sio Cesari

Arpa, Adriana Cioffi

Sassofono, Andrea Castaldi

 


Nel 1926 fa la scrittrice sarda Grazia Deledda riceveva il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione:  « Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano. » Dieci anni prima, nel 1916, l’attore-regista Febo Mari realizzava un film tratto da un suo celebre romanzo, CENERE,  avente come protagonista la più grande attrice teatrale dell’epoca, Eleonora Duse.

CENEREè un romanzo d’altri tempi: i personaggi, gli usi e i costumi in esso narrati sono quelli di una Sardegna di un secolo fa. La tematica, invece, è incredibilmente attuale, così come sono attuali le emozioni: Il male dell’abbandono, l’inganno, l’amore e la perdita dell’amore, lo smarrimento, la vergogna, l’inquietudine della morte, l’angoscia e la bellezza del vivere hanno un fascino ancestrale e contemporaneo nello stesso tempo.

Si narra di una piccola donna (Rosalia, nel film Eleonora Duse) che si innamora di un uomo già sposato, concepisce un figlio (Ananìa, nel film, da adulto, Febo Mari) e per questo viene cacciata di casa. Nell’angoscia di non poter dare a suo figlio una vita dignitosa, essendo povera e ormai disonorata, Rosalia decide di offrire a suo figlio una possibilità di vita migliore e di toglierne una a lei: il vederlo diventare uomo. Lo abbandona così a soli sette anni davanti alla casa paterna. Prima di lasciarlo gli mette al collo un amuleto, la rezetta, chiedendogli di non staccarsene mai. Ananìa cresce accudito dalla moglie del padre, studia legge a Roma e coltiva negli anni l’amore per la coetanea Margherita tormentandosi sul perché la madre lo abbia abbandonato da piccolo. Pervaso da un amaro risentimento e un ossessivo desiderio di cercarla e rivederla che non si affievolisce col passare degli anni, Ananìa ritrova la madre inondata delle sue disgrazie, certo di volerla redimere e impedirle di scappare ancora. Purtroppo Margherita non accetta di prendere in casa una madre così sciagurata e Rosalia, nell’intento di fare del bene ad Anania,  mette fine ad ogni pena. Tutto diventa cenere, come la cenere annerita dal tempo, fuoriuscita dal sacchetto squarciato della rezetta.

Eleonora Dusesi lanciò con grande impegno nella realizzazione del film (1916) come è testimoniato dalle lettere indirizzate alla figlia che mostrano l’attrice impaziente di imbarcarsi in un’impresa del genere. Una donna che per il figlio è capace di arrivare sino al sacrificio più estremo, attraverso un atto d’amore incondizionato, era nelle corde di un personaggio come la Duse che, nella sua carriera, aveva rappresentato la donna moderna, capace di essere padrona del proprio destino, sia a teatro, sia nella vita reale.

E’ la stessa Duse a dire  (10 settembre 1916): "...Il mio film è bello — Triste! Per essere triste è triste, ma bello — una acquaforte, qualcosa fra buio e luce”

 “Gli esiti non felici della pellicola sono però imputabili al regista e interprete Febo Mari che nel ruolo di suo figlio Anania, non solo rimase schiacciato dalla presenza in scena dell’attrice, ma utilizzò delle soluzioni sceniche già superate. Un anno prima Griffith, con “Birth of the nation”, aveva “inventato” il linguaggio cinematografico moderno fatto di inquadrature e montaggio alternato, mentre “Cenere” era rimasto due passi indietro, ultimo esempio di un cinema che era ancora troppo teatrale, mentre i gusti del pubblico si andavano modificando alla velocità della luce. A questo poi si aggiungono difficoltà logistiche – fu girato in Piemonte in piena Prima guerra mondiale e non in Sardegna, irraggiungibile per via del blocco navale degli austriaci – che aiutano a capire come “Cenere” sia stato un film travagliato” (Francesco Bellu)

Il film viene sonorizzato dal vivo dal La.Vi.Co. Laboratorio vivo della Composizione di Gaetano Panariello, dagli stessi compositori delle musiche. L’intera serata si configura come un omaggio alle due grandi figure femminili Deledda  e Duse.


LA.VI.COLAboratorio VIvo della COmposizione

LA.VI.CO.  designa un gruppo di giovani artisti che nel tempo si sono formati alla scuola del compositore e didatta Gaetano Panariello. Coordinati in un laboratorio dal significativo “vesuviano” acronimo (LAboratorio VIvo della COmposizione) sono essi stessi compositori ed esecutori delle proprie opere. Il nome LA.VI.CO.  comincia ad essere usato a partire dal 2014, anno in cui sono nate le prime commissioni espressamente rivolte ai giovani compositori del gruppo. I singoli compositori del gruppo vantano importanti esecuzioni in festival e rassegne e sono vincitori di numerosi premi e borse di studio. Come “gruppo” sono capaci di dare vita a progetti collettivi di composizione su specifiche tematiche (per tutti si ricorda l’opera “Galileo, la luna e le altre stelle” che vanta decine di rappresentazioni). 


Gaetano Panariello

Gaetano Panariello,compositore e didatta napoletano nato nel 1961, è stato allievo di Aladino Di Martino e Franco Donatoni per la composizione e di Tita Parisi per il pianoforte.Docente nei Conservatori Italiani dal 1982, dal 2008 è titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio di musica “S. Pietro a Majella” di Napoli. È stato docente a contratto di Musicologia presso l’Università degli studi di Salerno. Dal 2000 al 2005 è stato Direttore del Conservatorio di musica “D. Cimarosa” di Avellino. Attivo dal 1980 come autore di musica lirica, sinfonica e da camera, figura nelle programmazioni del Teatro San Carlo di Napoli già dal 1992 con il balletto Immago, divenendone subito uno dei principali compositori-ospitiIl Guarracino,Biancaneve, Sogno di una notte di mezza estate, Pinocchio, I Cantori di Brema, Al lupo, al lupo, Viaggio in Italia, Peter Pan, alcune delle opere espressamente composte per il Massimo napoletano e replicate con successo e riconoscimenti della critica al Nuovo Piccolo di Milano nelle stagioni della Scala, al Palazzo Tè di Mantova, al Teatro Giuditta Pasta di Saronno, alla Scuola Civica di Milano, al Piccinni di Bari, al Rendano di Cosenza, al Verdi di Salerno, al Gesualdo di Avellino, al Ravello Festival, al Festival Nuova Consonanza di Roma…) La carriera internazionale, oltre che in Europa, lo ha visto presente negli Stati Uniti con importanti commissioni (inaugurazione del CAC Center of Tulsa in Oklahoma nel 2006; celebrazione del 25° della fondazione della John Hopkins Orchestra di Baltimora nel 2008 (Triplo Concerto per pianoforte, oboe, fagotto e orchestra e successiva  touneè nel New Jersey nel 2009) ed in Brasile (Il libro degli esseri immaginari).
Autore di musica sacra (due oratori - Nativitas e Sacrum Opus - un Requiem, un Magnificat, uno Stabat Mater, numerosi Mottetti) ha pubblicato ed inciso musica per Casa Musicale Sonzogno (Milano), Simeoli (Napoli) E.S.I. (Edizioni Scientifiche Italiane), Casa Editrice Gruppo Elettrogeno (Roma).


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