Istituto Banco di Napoli, Via Tribunali
Intrattenimenti strumentali di maestri e virtuosi "napoletani" del Settecento

Angelo Ragazzi (1680-1750): Sonata I in sol maggiore
Allegro, Grave, Allegro
Domenico Gallo (1730-1768): Sonata in la maggiore per archi e basso continuo
Angelo Ragazzi: Sonata XII “Pastorale” in sol maggiore
Apparizione: recitativo. Andata: allegro. Adorazione: vivace, canzona. Ritornata: allegro, allegro
Domenico Gallo: Sonata in sol maggiore per archi e basso continuo
***
Angelo Ragazzi: Sonata IV “Imitatio in Sale Regina, mater misericordiae” in fa minore
Andante, Adagio, Allegro
Domenico Gallo: Sonata in fa maggiore per archi e basso continuo
Angelo Ragazzi: Sonata V in la maggiore
Allegro, Adagio, Allegro
Domenico Gallo: Concerto in sol maggiore “La follia” per archi e basso continuo
Preambolo
La figura di Domenico Gallo è traghettata nella “storia” maggiore dall’errata attribuzione di sue musiche all’astro pergolesiano. L’equivoco perdurato sino al Novecento gli è valsa una notorietà inaspettata, il recupero stravinskyano sottoposto a una curiosità filologica ha fatto emergere il suo nome e un interesse per la sua misteriosa attività.
Tuttora dall’incerta “patria”, alcuni lo vogliono nativo della Serenissima, e dalla sconosciuta formazione, sebbene segnalato come figlio di quella trionfante “scuola” partenopea, s’impone all’attenzione degli ascoltatori per l’equilibrata e fascinosa scrittura tutta tesa a rassicurare i fruitori attraverso stilemi ricorrenti e contemporaneamente a stupirli per delle scelte stilistiche insolite. Il più “napoletano” tra i “veneziani” viene raffrontato dal “napoletano” Angelo Ragazzi la cui fama di violinista si attestò in diverse grandi piazze musicali europee. In forza presso la Cappella Reale di Napoli è poi presente negli anni anche alla corte dei Borbone di Spagna e a quella degli Asburgo, diffondendo così il suo magistero tecnico-strumentale e il suo inequivocabile gusto compositivo. Lascia, oltre a pagine strumentali e vocali, una straordinaria memoria sulle sue rocambolesche vicissitudini in giro per le grandi città della musica.