24 novembre sabato ore 20.00

Chiesa di Santa Maria Incoronatella alla Pietà de' Turchini

Coro Giovanile Italiano
Luigi Marzola e Carlo Pavese, direttori

Da Monteverdi a Sandström: il fascino della polivocalità




Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 


 

Interpreti

Maria Chiara Ardolino, Blanca Asturiano, Elena Di Marino, Cecilia Ciavarella, Maria Giuditta Guglielmi, Carolina Intrieri, Martina Paramatti, Marta Perego, Giulia Ravagnani, soprani

Anna De Luca di Pietralata, Roberta Fazio, Marta Frigo, Clara Lanzinger, Eleonora Laurito, Giulia Maria Taccagni, Lara Turchetto, Caroline Voyat, contralti

Angelo Bezza, Santi Castellano, Daniele De Carolis, Luca Fanasca, Alessandro Papini, Tobia Simone Tuveri, Federico Viola, tenori

Tommaso Barni, Cristian Chiggiato, Enrico Correggia, Antonio Frascella, Marco Grattarola, Luca Lavit, Mathieu Merlet, Giacomo Pieracci, Davide Poggiolini, bassi

 


 

Programma

 

 IL MOTTETTO: LA GRANDE TRADIZIONE POLIFONICA DA VENEZIA A AMBURGO. 

direttore Luigi Marzola 

 

Claudio Monteverdi (1567-1643) Cantate Domino a 6 v. 

testo dai salmi 98 e 96 

 

Giovanni Gabrieli (1557-1612) Jubilate Deo a 8 v. 

testo dal Salmo 99 

 

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Komm, Jesu, komm a doppio coro BWV 229 

testo di P. Thymich 

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) Jauchzet dem Herrn, alle Welt op. 69 n. 2 a 4/8 v. 

testo dal Salmo 99 

 

Johannes Brahms (1833-1897) Warum ist das Licht gegeben dem Mühseligen op. 74 n. 1 

testo da Giobbe, Geremia, Giacobbe, M. Luther

- Langsam und ausdrucksvoll 

- Wenig bewegter 

- Langsam und sanft / Im vorigen Zeitmaß 

- Choral

 

 

 

 AMORE E MORTE 

direttore Carlo Pavese 

 

Sven-David Sandström (1942) Four songs of love 

testo dal Cantico dei Cantici

- Let him kiss me 

- Until the daybreak 

- Awake, o North wind 

- His left hand 

 

Jaakko Mäntyjärvi (1963) Four Shakespeare songs 

testo di W. Shakespeare

- Come away, death 

- Lullaby 

- Double, double, toil and trouble 

- Full fathom five 

 

Einojuhani Rautavaara (1928-2016) Suite de lorca 

testo di F. García Lorca

- Canción de jinete 

- El grito 

- La luna asoma 

- Malagueña

 


 

Note di sala

Ars sacraars amandi,a fil doppio o allo specchio, per un originale percorso a più voci fra culture e letterature molteplici e distanti affidato alle rispettive, massime forme poetico-musicali di riferimento: il mottetto e il canto o canzone. Il primo, con etimologia probabilmente da ricondurre a una italianizzazione del lemma francese mot,ossia parola in aggiunta a una melodia melismatica, è il risultato di quanto messo a segno con stile raffinato e rigorosa tecnica del contrappunto fra i secoli dodicesimo e quattordicesimo in seno alla Scuola di Notre-Dame e la stagione di massimo splendore toccata dalla polifonia franco-borgognona e fiamminga negli anni 1470-1560 entro il territorio oggi compreso tra la Francia centro-meridionale, il Belgio e l’Olanda. Quindi, anche in Italia, ma con ruolo guida solo a partire dai primi decenni del sedicesimo secolo. Polo privilegiato, Venezia, grazie all’impulso del fiammingo Willaert e all’opera di Andrea e Giovanni Gabrieli.

I tasselli in programma ne illustrano alcuni aspetti portanti e a confronto con la diversa tradizione tedesca parallela al corale luterano: tra gli esiti più maturi si annovera senz’altro il Cantate Dominoa 6 voci e basso continuotratto dal Libro I di Mottetti di Giulio Cesare Bianchi (Venezia, 1620), composto sui Salmi 98 e 96 da Claudio Monteverdi, figura di massimo rilievo non solo del Seicento musicale ma dell’intera storia della musica, al centro della fase di declino della polifonia sacra e profana, promotore decisivo del nuovo stile monodico, primo autore della musica e dell’armonia moderne, creatore del dramma musicale nel vero senso del termine. Maestro di musica della Serenissima Repubblica di Venezia e compositore come pochi attento alla verità della parola in pentagramma, Monteverdi avrebbe dai due salmi citati selezionato e compresso il testo in due gruppi da tre versi ricercando un raro equilibrio fra omoritmia, contrappunto imitativo e un’aderenza musicale alla parola nel chiaro solco madrigalistico. Sul Salmo 99 è invece elaborato il testo per il mottetto Jubilate Deoa 8 voci – alto gioco di contrasti sulla policoralità –tratto dalle Sacrae Simphoniae(1597) di Giovanni Gabrielinipote e allievo di Andrea, al quale sarebbe subentrato nel 1586 nel ruolo di primo organista della Basilica di San Marco. 

Di area tedesca, sempre in forma di mottetto in latino ma non estraneo alla matrice del corale è, a seguire, Komm, Jesu, komm!a doppio coro BWV 229 composto da Johann Sebastian  Bach intorno al 1730. È una pagina a otto voci scritta sulle due strofe di Paul Tymich e probabilmente destinata a una commemorazione funebre, ora accordale, ora di intenso lirismo, in fugato sull’invocazione “Komm, komm”, spezzata in due cori e, nella seconda metà, modellata su un corale che però l’autore addita come aria a quattro voci. Gli stilemi al passaggio nel cuore dell’Ottocento romantico ne mostrano quindi – come nel caso del mottettosul Salmo 100 Jauchzet dem Herrn, alle Welt op. 69 n. 2, traduzione tedesca dello Jubilate Deo,scritto dall’amburghese Mendelssohn per il Coro del Duomo di Berlino, di cui fu direttore per breve tempo dal 1843– una componente in gran parte omofonica, scrittura più semplice e, in special modo, una grande attenzione alla bellezza del suono mentre in era tardo-romantica, con il primo dei due mottetti op. 74di Brahms, Warum ist das Licht gegeben dem Mühseligendel 1877, con dedica al biografo bachiano Spitta, s’incontrano cromatismo e contrappunto, i materiali della sua Missa Canonicae l’alto modello dellaMissa Papae Marcellidel Palestrinache stava appunto a quel tempo trascrivendo.

Altro orizzonte per la seconda metà del programma, polarizzato sull’antitesi di Amore e Morte nel segno della nuova musica policorale scandinava: in prima battuta, c’è la Svezia contemporanea di Four songs of love, quattro canti a sei voci miste per coro a cappella sul Cantico di San Francesco composto nel 2008 da Sven-David Sandström (1942), autore del Nord fra i più interessanti che in partitura, fra plasticità ritmica e velature evanescenti, reinterpreta con arguzia l’eredità delle avanguardie, del minimalismo e della popular music. In seconda e terza posizione si passa quindi alla Finlandia, con Four Shakespeare songs, analogamente pannello di canzoni quadripartito, ad oggi miglior lavoro creato nel 1984 da Jaakko Mäntyjärvi (1963), compositore dalla cifra personalissima risultante dall’assimilazione di una pluralità di stili di ogni epoca ed estrazione, così come eclettica è la cifra creativa forgiata fra serialità e misticismo dal recentemente scomparso Einojuhani Rautavaara, autorenel 1973 per una gara all’Espoo della Suitesu testi di García Lorca, anche in tal caso un quadrifoglio di Songs, assai brevi, ma dai caleidoscopici effetti ritmico-dinamici.

 

Paola De Simone

 


 

Coro Giovanile Italiano

formazione unica nel panorama corale italiano, è stata fortemente voluta da Feniarco, la Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali. Una selezione giovanile della coralità italiana, guidata da maestri d’eccezione, un’esperienza formativa importante, un laboratorio fonte di fruttuose impronte sul territorio, un coro che punta all’eccellenza: questo è il profilo voluto dalla federazione per il suo coro. I 40 giovani coristi, tra i 18 e i 28 anni, provengono da diverse città d’Italia e da molteplici esperienze musicali e periodicamente si rinnovano portando energia, vitalità e passione. 

La costituzione di questa formazione, nel 2003, ha permesso di allineare la coralità italiana agli altri contesti europei, dove i cori giovanili nazionali sono istituzioni di pluriennale importanza. Nel corso degli anni si sono alternati alla guida del Coro Giovanile Italiano maestri di fama internazionale quali Filippo Maria Bressan, Nicola Conci, Stojan Kuret, Lorenzo Donati e Dario Tabbia, Gary Graden e Roberta Paraninfo. Il coro ha affrontato repertori diversi tra loro: dalla polifonia rinascimentale al Novecento storico, dalla Scuola Napoletana al repertorio popolare delle regioni italiane, dal Romanticismo ai compositori contemporanei, di varia origine e stile, anche con nuove commissioni. 

 

Il coro ha preso parte per quattro volte al Festival Europa Cantat, una delle più importanti manifestazioni corali europee: nel 2006 a Mainz (Germania), nel 2012 a Torino, nel 2015 a Pécs (Ungheria) e nel 2018 a Tallinn (Estonia). In questi contesti ha avuto l’occasione di lavorare, assieme ad altri cori giovanili nazionali, con direttori quali Frieder Bernius, Simon Gaudenz, Georg Grün, Filippo Maria Bressan e di esibirsi in concerto con il proprio repertorio in location di prestigio e davanti a un pubblico di addetti ai lavori. Il coro ha anche partecipato all’edizione 2016 del Festival Les Choralies a Vaison la Romaine (Francia) lavorando con Philippe Forget.

 

 

Luigi Marzola

Diplomato in organo, pianoforte e direzione di coro, si è specializzato con N. Balatsch presso l’Accademia S. Cecilia di Roma. Ha studiato canto con M. Hayward e repertorio vocale da camera, come pianista, con D. Baldwin. In qualità di organista, cembalista, pianista e direttore di coro, ha collaborato con vari artisti tra i quali M. Ovadia, P. Stein, D. Fasolis, G. Sollima, A. Annecchino, F. Crivelli, T. Berganza, F. Ogéas, M. Hayward, su invito di organizzazioni concertistiche italiane ed estere in Belgio, Cina, Grecia, Germania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Taiwan e Svizzera. Viene spesso invitato come giurato in concorsi corali nazionali e internazionali e a tenere masterclass sul repertorio corale, lirico e vocale da camera per direttori di coro, cantanti e pianisti. Ha collaborato per molti anni con la Musikhochschule di Lugano come direttore di coro e docente di direzione di coro. Dal 1996 al 2013 è stato direttore del Gruppo Vocale Cantemus di Lugano mentre nel 1998 ha costituito il duo Calycanthus con il soprano D. Shen. È docente di tecnica della direzione presso la Scuola superiore per direttori di coro della Fondazione Guido d’Arezzo e di accompagnamento pianistico presso il conservatorio G. Verdi di Milano. È membro fondatore dell’Associazione culturale Arione e presidente dell’Associazione per l’abolizione del solfeggio parlato (www.aasp.it) che promuove la riflessione sul settore dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

 

 

Carlo Pavese

Diplomato in composizione e musica corale presso il Conservatorio G. Verdi di Torino, ha studiato pianoforte e direzione d’orchestra. Dal 1998 al 2001, come borsista De Sono, ha potuto approfondire il suo interesse per la nuova musica corale a Stoccolma, dove è stato assistente di G. Graden per tre anni. Si è perfezionato inoltre con E. Ericson, T. Kaljuste, F. Bernius. Ha fondato e diretto il Coro 900 di Torino (1995-2000), l’ensemble vocale Siryn di Stoccolma (2002-2005), il Torino Vocalensemble (2000-2012). È direttore del Coro G, fondato nel 2003, e dal 2005 è direttore artistico dell’associazione Piccoli Cantori di Torino, dove segue il coro di voci bianche, il coro giovanile e la scuola di musica. Svolge attività concertistica in Italia e in Europa ed è invitato da festival e corsi internazionali come docente di direzione, interpretazione e improvvisazione, e come direttore d’atelier corali. Ha diretto alcuni allestimenti di opere da camera presso il Piccolo Regio di Torino (tra i quali Un dragone in gabbia di G. Castagnoli e Man and Boy di M. Nyman) e il Teatro Comunale di Bologna. Le sue composizioni sono eseguite in Italia e all'estero. Ha anche arrangiato decine di canzoni a cappella, inclusa una versione integrale de La buona novella di F. De Andrè. È stato Artistic manager del Festival Europa Cantat XVIII Torino 2012 e attualmente è vicepresidente della European Choral Association-Europa Cantat.


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