13 dicembre giovedì ore 18.00

Chiesa del Museo Nazionale di San Martino

Stefano Demicheli, direttore
Roberta Mameli, soprano
Ensemble Talenti Vulcanici

Cantate napoletane per la notte sacra




in collaborazione con l'Associazione Amici del Museo di San Martino
 



Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 


 

Interpreti
 

Roberta Mameli, soprano

Violini I: Monika Toth*, Karolina Habalo, Alessia Pazzaglia

Violini II: Katarzyna Solecka, Rudolf Balazs, Andrea Beatriz Lizzaraga
Viole: Simone Pirri, Filippo Bergo
Violoncelli: Catherine Jones*, Karolina Szewczykowska
Tiorba: Elisa La Marca
Contrabbasso: Nicola Dal Maso*

Organo: Marco Crosetto
Stefano Demicheli, clavicembalo e direzione

 

*Tutor


Paologiovanni Maione, consulenza musicologica

 


 

Programma

 

Francesco Manfredini (1684-1762)

Concerto grosso Pastorale per il Santissimo Natale op.3 No. 12 in do maggiore (Largo, Largo, Allegro)

Giacomo Maraucci (sec. VIII)
Cantata pastorale per soprano con strumenti in do maggiore (Allegretto grazioso, Allegretto, Larghetto)


Angelo Ragazzi (1680-1750)Sonata a 4 XII op. 1 in sol maggiore “Pastorale” per archi e basso continuo. Apparizione (recitativo) – Andata (Allegro) – Adorazione (Vivace) – Canzona – Ritornata (Allegro) – Allegro.
Katarzyna Solecka, violino solo

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Cantata pastorale per la nascita di Nostro Signore “O di Betlemme altera” in la maggiore per soprano, due violini, viola e basso continuo

 

Francesco Provenzale (1624-1704)
Per la nascita del verbo per soprano e basso continuo


Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
La Santa Allegrezza, tarantella per la Natività di Nostro Signore (arrangiamento di Alessandro Quarta)


Alfonso Maria de Liguori (1696-1787)
Quando nascette Ninno.
Arrangiamento di Alessandro Quarta

 


 

Note di sala

 

Una lunga e radicata tradizione appartiene alle molte istituzioni napoletane che tra il Sei e il Settecento si fanno promotrici di sontuosi uffici sacri. Si disegna un itinerario mistico che coinvolge palazzi, oratori, congregazioni, conservatori, collegi, conventi, chiese, confraternite. Si passa dalle suggestioni ispirate alla «notte del Santo Natale» alla dolorosa meditazione dei «tormenti e morte di Gesù Cristo»; dai «trionfi del Divino amore nella grotta di Betlemme» alla «pia rappresentazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» fino a costituirsi un indice agiografico della fede cittadina.

L’ammaliante catechesi “scenica” attinge, senza alcuna remora, alle soluzioni drammatiche appartenenti, per intonazione e vocazione, ad altri generi. Ospitando strutture formali lontane dalle rigorose e conclamate regole sancite da concili e sinodi, la pratica scenico-religiosa si dispone sui solchi del gusto imperante sino ad annettere, nella propria locandina sacra, sacrileghe e blasfeme presenze prestate da una realtà teatrale quanto mai distante dai “palchi delle stelle”. Il calendario liturgico festivo napoletano è assai fitto e i luoghi di culto non lesinano sulla solennità delle loro festività; la rigogliosa presenza di cantorie conferma la febbrile ricerca di decoro e pompa celebrativa dei singoli ordini sparsi tra le case del Signore. Questi templi armonici, sostenuti dalla munificenza aristocratica e borghese, organizzano funzioni sontuose, per apparati e musiche, non dissimili dall'istituzione arcivescovile e vicereale. «Sceltissime voci, e istrumenti» concorrono a magnificare e lodare, con musiche “nuovissime” scaturite dalle fluenti penne dei maggiori compositori, le venerabili date di un annuario festivo circoscritto, anche, ad una realtà? delle singole zone territoriali. Intorno alla nascita del Messia si concentrano non pochi sforzi da parte di quelle istituzioni religiose che intendono sottolineare con magnificenza l’evento allestendo stupefacenti macchine presepiali e organizzando uffici di notevole ricercatezza finalizzati a coinvolgere gli attoniti fedeli. Le chiese cittadine provvedono a una capillare catechesi attraverso linguaggi e stili idonei a “commuovere” e “muovere agli affetti” gli astanti che sollecitati dai codici più consoni si sentono invasi da una spiritualità paradisiaca. In effetti è l’intera città che partecipa alla data memorabile vestendosi di voci e colori conformi alle attese dell’eclettica società; alle stradali novene per l’avvento del Salvatore contraddistinte dai nobili strumenti pastorali fanno da contraltare i sofisticati “concerti” spirituali allestiti nelle abbaglianti navate delle grandiose dimore dell’Onnipotente, e non manca il contributo di una genuina pratica canora delle fasce meno abbienti ma per questo non meno sensibili al fascino sacrale e domestico della lieta data. La pia semplicità – complessa quanto mai nelle intenzioni e negli esiti – si racchiude nell’ispirata operazione promossa da Alfonso Maria de’ Liguori – destinato agli onori degli altari per il suo alto magistero – nelle due “canzoncine” per la natività che rispettivamente soddisfano la lingua “unificante” con Tu scendi dalle stelle e quella nazionale con Quanno nascette ninno, toccando in tal modo i cuori dell’intera umanità con quella “tenerezza” propria destata dalla umile iconografia della celestiale natività.

Da Alessandro Scarlatti a Francesco Mancini, da Carmine Giordani a Gennaro Manna, da Francesco Provenzale a Nicola Sabatino non c’è maestro di cappella che non si sia cimentato con musiche destinate ai servizi del Natale ricorrendo a tutti quei modelli stilistici e formali in voga senza dimenticare quell’allure timbrica e strutturale apportatrice di chiare ascendenze pastorali. Ritmi ternari, andamenti lenti e legati, melodie semplici e idilliache contraddistinguono un repertorio che ancora oggi suggestiona gli ascoltatori di qualsiasi latitudine conducendoci idealmente ad abitare i colorati percorsi presepiali battuti da avi che non disdegnavano di affollare, “oleograficamente”, la Betlemme “immaginaria” in cui era la bella Partenope ad essere la cuna ideale del Redentore abitata da un’umanità? riconoscibilissima in cui trovavano diritto di cittadinanza anche i demoni e le maschere.
 

Paologiovanni Maione
 


 

ROBERTA MAMELI

 

 

 

 

 

Diplomata in Canto presso il Conservatorio di Musica “G. Nicolini” di Piacenza e in violino, si è perfezionata con Bernadette Manca di Nissa, Ugo Benelli, Konrad Richter, Claudio Desderi, Enzo Dara. E’ considerata attualmente una delle punte di diamante nel repertorio barocco per versatilità, voce cristallina nonché per le sue grandi qualità interpretative ed attoriali.Ha cantato in prestigiosi Teatri italiani ed esteri, quali: Konzerthaus e Theater an der Wien di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam, Cité de la Musique di Parigi, Teatro Comunale di Bologna, Opera e Teatro “La Pergola” di Firenze, Auditorium di Lione, Auditorium di Santa Cecilia, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Regio di Torino, Victoria Hall di Ginevra solo per citarne alcuni con direttori quali Claudio Cavina, Christopher Hogwood, Fabio Biondi, Jordi Savall, Daniele Callegari, Federico Maria Sardelli, Ottavio Dantone, Ryo Terakado, Alan Curtis, Diego Fasolis, Jean-Luc Tingaud, Leonardo Garcia Alarçon, Jeffrey Tate, Claudio Abbado. Molto richiesta ed apprezzata nel repertorio barocco ha lavorato con diversi ensemble tra cui: Cappella Cracoviensis, Accademia Bizantina, Le Concert des Nations, La Venexiana, Modo Antiquo, Europa Galante, Stuttgarter Kammerorchester, I Barocchisti, Cappella Mediterranea, Akademie der Alte Musik.  

 

 

STEFANO DEMICHELI

Nato a Torino nel 1975, Stefano Demicheli è diplomato in organo e composizione organistica e in clavicembalo.  Ha iniziato a studiare clavicembalo all’età di tredici anni sotto la guida di Ottavio Dantone, proseguendo poi presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano dove ha conseguito il diploma di perfezionamento. Ha proseguito poi la sua formazione con Lars-Ulrik Mortensen a Münich e con Emilia Fadini a Milano. Ha collaborato come solista e continuista con numerosi ensemble con strumenti originali fra i quali Accademia BizantinaIl Giardino ArmonicoFreiburger BarockorchesterConcerto Kölnensemble I Barocchistiensemble Zefiro e tiene regolarmente recital come partner di solisti e cantanti.  

La sua attività concertistica lo porta a esibirsi regolarmente nelle sale da concerto e nei teatri più prestigiosi in tutto il mondo. È stato solista presso il Teatro La Scala di Milano ed è stato ripetutamente invitato alla rassegna di concerti che la RAI Radio Televisione Italiana organizza in diretta radiofonica al Palazzo del Quirinale di Roma (con la presenza del Presidente della Repubblica). È stato ospite di numerose puntate di trasmissioni televisive quali Passpartout Petruška (RAI 5).

La sua vasta carriera discografica annovera decine di titoli pluripremiati pubblicati da diverse case discografiche e numerose registrazioni per le principali emittenti radiofoniche e televisive europee. Ha lavorato al fianco di rinomati solisti e collaborato al fianco di celebri direttori (Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Corrado Rovaris, Ottavio Dantone, Gottfried van der Goltz, Ivor Bolton, Giovanni Antonini, Paul Goodwin) e molte orchestre. Per diversi anni è stato l’assistente di René Jacobs. Dal luglio 2000 è fra i docenti delCorso Internazionale di Musica Antica di Urbino. È fondatore e direttore di Dolce&Tempesta, ensemble che riunisce alcuni fra i più esperti musicisti italiani specializzati nell’esecuzione della musica antica con strumenti originali. È stato direttore dell’orchestra Academia 1750 di Barcelona (Spagna) ed è il direttore musicale dell’orchestra Talenti vulcanici di Napoli (Fondazione Pietà dei Turchini) dalla sua fondazione.

 

 

MONIKA TOTH

Vincitrice del secondo premio al concorso di musica da camera “Premio Bonporti Rovereto” nel 2000 e del terzo premio al “Telemann Wettbewerb” di Magdeburg nel 2001, Monika Toth collabora regolarmente con le orchestre e gli ensembles più affermati del panorama italiano, fra i quali spiccano Zefiro, I Barocchisti, L’Eclisse, Il Giardino Armonico, Europa Galante, Accademia Bizantina ed Estro Cromatico. 
Attualmente è docente di violino barocco all’Accademia Estiva di Musica Antica Tokaj di Agard e di Miszla (Ungheria). 
Dopo essersi laureata in violino con il massimo dei voti nel 1997 presso il Conservatorio Franz Liszt di Szeged (Ungheria), risulta vincitrice nel 1999 della borsa di studio della Fondazione Marco Modella, iniziando così gli studi di violino barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano nella classe di Enrico Gatti e seguendo parallelamente masterclasses tenute da Simon Standage, Lucy van Dael, Jaap Schroder e Malcom Bilson. Nel 2007 si è laureata in violino barocco “cum laude” presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo sotto la guida di Enrico Onofri.
www.monikatoth.com/

 

 

CATHERINE JONES

Catherine Jones ha completato gli studi musicali alla University of Western Australia (Perth), sua città natale, ottenendo il Diploma in violoncello moderno con il massimo dei voti (First Class Honours). In seguito al suo interesse per la musica antica, ha successivamente vinto una borsa di studio che le ha permesso di trasferirsi in Olanda dove è stata ammessa nella classe di Jaap ter Linden al Royal Conservatorium de L’Aia per specializzarsi nel repertorio barocco e classico e nel continuo. Nel 1999, dopo 4 anni di specializzazione sotto la guida dei più importanti esponenti del settore, Catherine ha ricevuto il Diploma in violoncello barocco presso lo stesso Conservatorio (“Tweede Fase” Master of Music) vincendo inoltre il prestigoso premio “Nicolai” per la migliore esecuzione e la miglior votazione dell’anno.

Da quel momento ha mantenuto una carriera internazionale di alto livello suonando e registrando con orchestre e ensemble da camera in Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea, Hong Kong tornando in Australia principalmente per esibirsi in concerti da camera e come solista.

Catherine ricopre regolamente il ruolo di primo violoncello a Londra con Academy of Ancient Music e vanta una collaborazione più che decennale con Ton Koopman e Amsterdam Baroque Orchestra. Riceve inoltre inviti come Guest Principal da numerosi e consolidati gruppi nel panorama della musica antica tra i quali English Concert, Florilegium (Londra), La Petite Bande, Sonnerie (Londra) e Concerto Copenhagen. è membro de European Brandenburg Ensemble, il nuovo gruppo creato da Trevor Pinnock con il quale ha registrato l’integrale dei Concerti Brandeburghesi e partecipato all’intensa attività concertistica della stagione 2006/2007. Ha effettuato registrazioni per Deutsche Gramophone con l’orchestra italiana Il Complesso Barocco diretto da Alan Curtis, specializzata nel repertorio operistico haendeliano.

www.catherinejones.it

 
 

NICOLA DAL MASO

Nicola Dal Maso è un musicista di contrabbasso e violoncello specializzato sin da quando era molto giovane nella musica antica. Suona come basso principale con Le Concert D'Astrée in Francia, il Pomo d'Oro e Accademia Bizantina in Italia, Balthasar Neumann Ensemble in Germania. Durante la sua carriera è stato diretto da Reinhard Goebel, Ton Koopman, Jordi Savall, Ottavio Dantone, Emmanuelle Haim, Stefano Montanari, Sigiswald e Barthold Kuijken, Anner Bylsma, Tomas Hengelbrock e Claudio Abbado.

Dal 1993 al 2001 ha insegnato il basso moderno al conservatorio svizzero italiano. Negli ultimi anni sta esplorando sempre più la musica romantica su strumenti d'epoca. Suona un contrabbasso di Vincenzo Ruggeri E una copia di Violone Grosso del Gasparo da Salò “Colonna".

 

 

TALENTI VULCANICI

La Fondazione Pietà de’ Turchini, pioniera nell’aver introdotto al pubblico napoletano repertori ignoti eseguiti da artisti di chiara fama provenienti da tutta Europa da 20 anni, ha indirizzato, nell’ultimo quinquennio,  le proprie energie migliori verso la realizzazione di un progetto volto a formare e  a promuovere  talenti musicali di più giovane generazione. Il progetto si affianca coerentemente alle tante masterclass vocali e strumentali e al  concorso internazionale di  canto barocco “Francesco Provenzale” che in  oltre 10 edizioni ha incoronano giovani cantanti, oggi protagonisti di primo piano del repertorio vocale barocco in tutta Europa come Carlo Vistoli, Silvia Frigato, Giuseppina Bridelli, Riccardo Angelo Strano.

L’ensemble, a geometria variabile, è nato nel 2011. L’organico si rinnova ogni tre anni con nuove audizioni, le ultime avvenute nel 2015 hanno visto partecipi più di 70 giovani strumentisti provenienti da tutta Europa e già formati nelle scuole specializzate più prestigiose. La vocazione alla ricerca che da sempre anima i percorsi culturali della Fondazione Pietà de’ Turchini, con convegni internazionali e pubblicazioni scientifiche, ha fin da subito connotato il progetto caratterizzandone la  programmazione artistica che ha riproposto  pagine bellissime e inedite di scuola napoletana tra Sei e Settecento. 

Oltre all’entusiasmo di mettere a disposizione di giovani eccellenze l’esperienza e i contatti per dare forma alle loro aspirazioni, questo progetto offre a chi vi prende parte l’opportunità di scoprire l’universo culturale di Napoli, di cercarne le armonie e le incredibili suggestioni tra le pieghe delle sue enormi contraddizioni, di appropriarsi, divenendo ambasciatori, della sua gloriosa e inesauribile storia musicale.

Talenti Vulcanici ha richiamato l’interesse di istituzioni quali la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, la rassegna de I Concerti del Quirinale (organizzata da Rai Radio 3 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella), il Festival Muse Salentine ad Alessano, Il Festival Alessandro Stradella a Viterbo, che hanno voluto l’orchestra nel proprio cartellone.

www.talentivulcanici.it

 

 


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