11 maggio sabato ore 20.30

Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, via Toledo 185, Napoli

Ensemble Céladon

No time in Eternity




Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 



Interpreti

 

Paulin Bündgen, controtenore

 

Catherine Arnoux, Viviana Gonzalez-Careaga, Liam Fennelly, Luc Gaugler, Nolwenn Le Guern, viole da gamba

 


 

Programma

 

Full fathom five - Michael Nyman (Songs for Ariel – texte de W. Shakespeare) 

Prepare to die - Nathaniel Patrick 

 

While you here do snoring lie - Michael Nyman (Songs for Ariel – texte de W. Shakespeare) 

Where the bee sucks there suck I - Michael Nyman (Songs for Ariel – texte de W. Shakespeare) 

Eliza, her name gives honour - John Bennet

 

Sit Fast - Christopher Tye

 

Before you can say Come and Go - Michael Nyman (Songs for Ariel – texte de W. Shakespeare) 

Ye sacred muses, race of Jove - William Byrd

 

No Time in Eternity - Michael Nyman - création 2016 (poème de Robert Herrick)

 

In Nomine - Picforth
 

Send forth thy sighs – Nathaniel Patrick 

O Jove, from stately throne - Richard Farrant

 

Come unto these yellow sands - Michael Nyman (Songs for Ariel – texte de W. Shakespeare) 

In nomine - Christopher Tye

 

Self-Laudatory hymn of Inanna and her Omnipotence - Michael Nyman 

 


 

Note di sala

Fascino e incanto, dolci cromìe, ironie melanconiche e accenti vivi nella ricerca di una nuova intesa poetica fra suoni e parole, oltre lo stile di epoche e linguaggi. E al di là dei confini del Tempo. 

È quanto cesellato saldando arcaismo e modernità, memoria e coscienza lungo un ponte che unisce le note dei Songs dell’era elisabettiana ai visionari pentagrammi del celebre contemporaneo, parimenti britannico, Michael Nyman, alfiere tra i più efficaci del postmoderno minimalismo e fino alle più recenti svolte “in progress”. A darvi forma e tensione sono i tredici tasselli dell’inno a più fuochi ed immagini “No time in eternity”, rosa di brani per consort di cinque viole più controtenore attraverso i cui pentagrammi si esplorano e scoprono radici, connessioni ed evoluzioni di ritmo, armonie e colori comuni. Ne salta fuori un’eredità, ossia, un’unica, grande tradizione identitaria riconoscibile a specchio tra le pagine sonore del Rinascimento inglese e quelle dei nostri giorni. 

Il progetto, cucito su misura per il consort di viole Ensemble Céladone per la voce del controtenore Paulin Büngden, trae ispirazione dai testi del più alto nume William Shakespeare partendo, musicalmente, dall’omonimo lavoro scritto appositamente per tali interpreti da Nyman sullo spunto di un suo precedente omaggio tributato nel Prospero’s Books(1991) all’opera teatrale The tempest. Quindi, a seguire, adattando i Songs for Ariel e il Self-Laudatory Hymn for Inanna da lui scritti nel 1992 e fino al No time in Eternitydel 2016, sui versi del poeta inglese Robert Herrick (1591-1674).

In ascolto, pertanto, un’esperienza sonora particolarissima che, travalicando ogni itinerario logico o prevedibile, incrocia passato e presente, concetti e contemplazioni senza tempo, restituendone l’autenticità e l’essenza nell’attraversare i molteplici tracciati sonori di William Byrd, Nathaniel Patrick, John Bennet?Richard Farrant, Christopher Tye e, naturalmente, Michael Nyman. Il tutto, ovviamente, sul filo condiviso di estrazione shakespeariana. Dunque, ben oltre il poema del poeta Robert Herrik che dà il titolo al peculiare percorso dell’Ensemble Céladon, il viaggio sonoro senza tempo No Time in Eternityfiltra e restituisce in sintesi libera quanto mirabile di voce e strumenti, suggestioni molteplici e legami di senso, timbriche e intenzioni di volta in volta all’incontro fra testo poetico e musica rimbalzando dalle moderne reminiscenze di Full fathom fivee degli altri Songs per Ariel di Michael Nyman alle antiche dissonanze o sorprendenti soluzioni cicliche e minimal di preziose pagine tardo-cinquecentesche per consort. Fra queste si citano, almeno, la toccante elegia Ye sacred muses, race of Jovedi William Byrd, Prepare to dieSend forth thy sighsdel pressoché sconosciuto Nathaniel Patrick, compositore e organista della Cattedrale di Worcester,forse maestro di voci bianche. Per poi toccare le vette con il più noto madrigale celebrativo per la regina Elisabetta (Eliza, her name gives honour) di John Bennet o con l’addirittura avveniristica Sit Fastdi Christopher Tye.

Paola De Simone

 


 

CÉLADON ENSEMBLE

Prendendo il nome dall'eroe di Astré di Honoré d'Urfé, l'Ensemble Céladon esplora il repertorio della musica antica con fascino e fantasia, sforzandosi di reinventare la forma dei suoi concerti ad ogni apparizione. Guidato dal controtenore Paulin Bündgen, Céladon cerca di evitare le piste battute e si diverte a sondare il repertorio legato al timbro controtenore, tra musica medievale, rinascimentale e barocca. L'ensemble è un ospite fisso di festival e stagioni concertistiche, riconosciuto per la qualità delle sue interpretazioni e relazioni profondamente umane con il pubblico.

L'Ensemble Céladon ha realizzato sei registrazioni: Soledad tenguo de ti, musica del Rinascimento portoghese (Arion, 2006), Absalone ed altre cantate di Maurizio Cazzati (Arion, 2007), Funeral Teares di John Coprario (Zig-Zag Territoires, 2009), e Deo Gratias Anglia (Aeon, 2012), Nuits Occitanes (Ricercar, 2014), Le canzoni d'amore di Jehan de Lescurel (Ricercar, 2016).

L'anno 2016 è stato l'occasione della creazione di No Time in Eternity, una collaborazione dell'Ensemble con il famoso compositore britannico, Michael Nyman. Questa creazione sarà rilasciata a settembre 2017.


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