23 novembre sabato ore 20.30

Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo

Talenti vulcanici della Pietà de' Turchini

Gli Orti Esperidi di Niccolò Porpora


 

Fondazione Pietà de’ Turchini in collaborazione con Gallerie d’Italia -  Palazzo Zevallos Stigliano, Intesa Sanpaolo, Polo Museale di Napoli e Accademia di Arte Lirica di Osimo

 

presentano

 

Gli Orti Esperidi NICOLA ANTONIO GIACINTO PORPORA
Libretto: Pietro Metastasio. 

 Napoli 1721

 

Talenti vulcanici

Ensemble con strumenti originali della Fondazione Pietà de’ Turchini di Napoli

 

Maria Grazia Schiavo soprano Venere

Ilham Nazarov controtenore Adone

Takaya Ehara tenore Marte

Tatia Jibladze mezzosoprano  Egle

Riccardo Angelo Strano controtenore Palemone

Stefano Demicheli cembalo e direzione

 

  

La Fondazione Pietà de’ Turchini  segna un'altra tappa nell’ambito del  progetto pluriennale dedicato alla produzione musicale fiorita nelle dimore aristocratiche napoletane nonché alle grandi voci del Settecento, percorso avviato nel 2011 grazie alla consulenza scientifica di Paologiovanni Maione e Francesco Cotticelli,  con  la riscoperta e la prima esecuzione in Italia de l’Erminia, serenata di Alessandro Scarlatti per la voce del grande Farinelli, riproposta a distanza di 300 anni negli stessi spazi per cui fu creata: il cortile del palazzo dei Principi di Stigliano.

Sabato 23 novembre alle 20.30, grazie allo sforzo sinergico compiuto dalla Fondazione  le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano;  l’Accademia di Arte Lirica di Osimo, con replica domenica 24 alle 18.00 al Museo Villa Pignatelli Cortes nell’ambito del programma promosso dalla Soprintendenza per il polo Museale EFFETTO MUSEO  il pubblico napoletano potrà assistere all’esecuzione in prima assoluta in Italia de Gli Orti Esperidi  opera composta sulle note di Nicola Porpora e i versi di Pietro Metastasio.  Eseguita per la prima volta a Palazzo Reale a Napoli nel 1721, quale tributo per il compleanno dell’imperatrice Elisabetta Cristina  nella sala dei vicerè, ebbe tra i suoi interpreti una star come Marianna Benti Bulgarelli, vera musa ispiratrice di quella grande rivoluzione drammaturgico musicale ad opera di autori come Metastasio, Vinci, Sarro, Porpora, Fago,  inventori di un linguaggio teatrale e musicale che avrebbe unificato musicalmente prima che politicamente l’Europa da Lisbona a San Pietroburgo. Alla divina Benti Bulgarelli detta “La Romanina” fu affidato il ruolo di Venere, cucito oggi sulla figura altrettanto luminosa della soprano Maria Grazia Schiavo, chiamata in questi ultimi anni ad affiancare i più prestigiosi direttori musicali d’EuropaLa prima esecuzione in Italia in tempi moderni de Gli Orti Esperidi,  riporta dunque negli spazi di Palazzo Zevallos un altro capolavoro da riscoprire, nella edizione critica a cura del musicologo Gaetano. A dirigere  Talenti Vulcanici l’Ensemble con strumenti originali della Fondazione Pietà di Turchini  ci sarà Stefano Demicheli, che insieme ai tutors Elisa Citterio, Monika Toth e Marco Testori, ha seguito gli stage di residenza  formativa finalizzati alla realizzazione di questo progetto a partire dallo scorso settembre.

Alla soprano Maria Grazia Schiavo,  si affiancano  le voci formatesi all’Accademia di Arte Lirica di Osimo con la quale il Centro ha una convenzione a partire dal 2012,  attualmente diretta da Vincenzo De Vivo, e uno dei vincitori dell’ultima edizione del Concorso di canto Barocco Francesco Provenzale.

 

VIOLINI Elisa Citterio e Monika Toth (Tutors)

Heriberto Delgado ; Ingrid Copa de Finot ; Enrico Gramigna ; Giovanni Rota ; Chiara Arzenton ; Alice Miniutti

 

VIOLE Elisa Citterio e Monika Toth (Tutors)

Lorenzo Giovannelli ; Filippo Bergo

 

VIOLONCELLI

Manuela Albano; Nazarena Ottaviano

 

FAGOTTO

Giulia Eletta Beschi

 

OBOI

Fabio D’Onofrio  Stefano Vezzani

 

CORNI

Francesco Meucci, Dileno Baldin

 

ARCILIUTO

Luca Tarantino

 

CONTRABBASSO

Valeria Liva

 

 

CLAVICEMBALO Stefano Demicheli (Tutor)

Rossella Policardo

 

 

Biglietti 10 e 12 € ridotti 8 € fino ad esaurimento posti a Palazzo Zevallos a partire dalle 10 del 23 novembre

I  biglietti per il 24 possono essere acquistati sul circuito ETES oppure presso il botteghino di Villa Pignatelli a partire da due ore prima dell'inizio del concerto

Il concerto sarà trasmesso in live streaming sul sito www.usophia.com

 

 

 


 


Gli Orti Esperidi NICOLA ANTONIO GIACINTO PORPORA [1686 c. - 1768]
Libretto: Pietro Trapassi (Metastasio)
Naples, Palazzo Reale, 1721

Il progetto pluriennale dedicato alle grandi voci del Settecento inaugurato nel 2011 con l’Erminia, serenata di Alessandro Scarlatti incentrata sulla figura di Carlo Broschi, detto Farinelli, riproposta a distanza di 300 anni negli stessi spazi, appunto il palazzo dei Principi di Stigliano, dove era stata eseguita per la prima volta, proseguito nel 2012, con il recital dedicato a Faustina Bordoni, avrà nel 2013 l’ambizione di ri-creare le atmosfere che echeggiarono negli anni Venti del secolo “luminoso” quando intorno alla star Marianna Benti Bulgarelli fioriva un entourage che avrebbe cambiato le sorti della scena europea. Intorno a questa indiscussa musa, soprannominata “la Romanina”, concentrano le loro idee figure che determinano una rivoluzione drammaturgico-musicale epocale: il giovane Metastasio scrive per lei i suoi primi grandi libretti e le prime produzioni destinate al circuito privato della capitale vicereale avvalendosi di compositori tutti proiettati verso un linguaggio musicale che avrebbe unificato un’Europa allargata i cui confini andavano da Lisbona a San Pietroburgo.

Porpora, Sarro, Vinci, Hasse sono tra i nomi che segnano questa scena e disegnano le alte capacità attorico-canore della Benti Bulgarelli. L’esecuzione degli Orti Esperidi segna l’apice di questo percorso ‘ideale’ su testo di Metastasio che assurgerà al ruolo di poeta cesareo, intonato da Nicola Porpora, tra i maestri più in vista della celebre scuola napoletana e maestro di canto di “mercenari” abbaglianti come Farinelli e invitte case regnanti come quella degli Asburgo, per un evento “domestico” da enfatizzare con il dovuto cerimoniale cortigiano.

Prima esecuzione in tempi moderni, riporta a Napoli un capolavoro ancora da scoprire.

Il «Componimento drammatico [è] da cantarsi in occasione del felicissimo giorno natalizio della Sacra Cesarea Cattolica Reale Maestà di Elisabetta Augusta imperatrice regnante per comando dell’illustrissimo [...] D. Marc’Antonio Borghese principe di Sulmona» ed è «Dedicato all’illustrissima [...] Donna Maria Spinola Borghese viceregina in detto regno». Le sale del palazzo reale si aprono a una ristretta adunanza la cui descrizione è affidata all’organo di stampa ufficiale:

Giovedì mattina della scorsa settimana [28 agosto 1721], essendo il giorno degli anni dell’augustissima sig. imperadrice regnante nostra clementissima padrona, S. E. il sig. viceré [...] passò alla R. Cappella, ove si cantò solennemente il Te Deum [...] con lo sparo di tutte quelle rege fortezze e triplicata scarica delli moschetti del squadrone alemanno ch’era nella piazza avanti il R. Palazzo, in mezzo della quale, essendo eretta una gran cuccagna che rappresentava gli Orti Esperidi custoditi dal drago, ch’è l’impresa di detto eccellentissimo signore [...], godendone la vista dal principal balcone di detto R. Palazzo detto eccellentissimo principe con S. E. la sig. viceregina, seduti sotto ricco dossello, e dagli altri balconi tutte le dame e cavalieri invitati dai suddetti eccellentissimi signori, quali poi verso un’ora di notte passarono alla gran sala detta de’ viceré, che stava a meraviglia composta a forma di vaghissimo teatro con infinità di lumi di cera e nel capo di essa, con ingegnosissima architettura, vedeansi anche espressi gli Orti Esperidi, che rappresentavano la favola di detti Orti Esperidi, e ivi ascoltarono una famosa serenata, composta dall’erudito poeta Pietro Metastasio, cantata dalle principali virtuose e virtuosi che si ritrovano in questa città, posta in note dal rinomato maestro di cappella Niccolò Porpora napoletano; e terminata la prima parte, furono compartiti a tutte le dame e cavalieri copiosissimi e sceltissimi rinfreschi d’ogni sorte; e finita la serenata fé S. E. maggiormente risplendere la sua magnificenza, imperocché, avendo fatta preparare nella sala detta d’Alba una ben disposta e capricciosa deserta [...], entrarono ivi le suddette dame e cavalieri ed a loro piacere si servirono di sì lautissimo apparecchio [...]».

Fanno ala all’astro della Romanina interpretata dalla soprano Maria Grazia Schiavo, che veste i panni di Venere,

Ilham Nazarov controtenore nel ruolo di Adone *

Riccardo Angelo Strano controtenore nel ruolo di Palemone (vincitore del secondo premio della IX edizione del Concorso di Canto Barocco Francesco Provenzale)

Takaya Ehara tenore nel ruolo di Marte*

Tatia Jibladze mezzosoprano nel ruolo di Egle*

La direzione è affidata a Stefano Demicheli che guida l’ensemble barocco del Centro di Musica Antica .

*Le voci contrassegnate da questo asterisco provengono dall’Accademia di Arte Lirica di Osimo con la quale il Centro ha sottoscritto una convenzione a partire dal 2012.

 


ACCADEMIA D’ARTE LIRICA

L’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, sin dalla fondazione (1979) è impegnata nella formazione di giovani cantanti, sotto la guida di docenti altamente qualificati, e attraverso una attività artistica sperimentale che favorisca l'inserimento degli allievi nel teatro lirico. La direzione artistica dell’Accademia d'Arte Lirica in questo trentennio è stata sempre affidata a personalità prestigiose del Teatro Lirico: Romano Gandolfi, Ottavio Ziino, Katia Ricciarelli, Alberto Zedda, Raina Kabaivanska, Sergio Segalini e attualmente a Vincenzo De Vivo. Tra gli attuali docenti figurano Lella Cuberli, Raina Kabaivanska, William Matteuzzi, Harriet Lawson, Antonio Juvarra,  Anna Vandi. L’Accademia ha raggiunto un’ ampia notorietà e prestigio da proporsi punto di riferimento internazionale per la salvaguardia dell’ arte e della cultura lirica di tradizione italiana ed europea. L’ interesse che questo Istituto Lirico riscuote in campo internazionale è stato confermato dal documento firmato presso il Comune di Osimo il 24 maggio 2003 da venticinque Rappresentanti Diplomatici accreditati presso lo Stato Italiano.


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