26 gennaio domenica ore 19.00

Chiesa di Santa Caterina da Siena - Napoli

Quartetto Gagliano

Don Giovanni di Mozart, nella trascrizione del 1788 di Johann Nepomuk Wendt


W. A. MOZART - DON GIOVANNI (K 527)

dalla trascrizione del 1788 di Johann Nepomuk Went


 

Il presente arrangiamento per quartetto del Don Giovanni di W.A. Mozart, trova la sua realizzazione nella geniale intuizione di un membro dell’Orchestra del Teatro di Corte, Johann Nepomuk Went (Vent, Wend, Wendt, 1745-1801), secondo oboe della compagine imperiale, che s’impose tra gli anni 1780 e 1790, come uno dei più abili e prolifici arrangiatori del suo tempo. Si devono a lui infatti più di 40 opere, tra arrangiamenti e trascrizioni, laddove la sua versione del Don Giovanni, realizzata nel 1788 l’anno seguente la prima praghese, è senz’altro tra i suoi lavori più rappresentativi, testimonianti la grande diffusione di questi arrangiamenti a quel tempo. Nel 1803, un musicista a noi sconosciuto, riprende la trascrizione di Went, originariamente concepita per flauto, violino, viola e violoncello, trascrivendo la parte di flauto per violino e adattando il lavoro tutto per un effettivo quartetto d’archi. Il manoscritto, conservato presso la Österreichische Nationalbibliothek, denota come il musicista, che purtroppo non firmò il lavoro, da profondo esperto di quartetto d’archi, pur attenendosi all'impianto tutto di Went, ne ottimizzò le parti, rendendone la trascrizione squisitamente idiomatica.

Da quel momento il successo e la diffusione dell’arrangiamento di Went fu per lo più in questa seconda veste, sopratutto in quanto il quartetto d’archi andava imponendosi, all’inizio del XIX secolo, come la forma per eccellenza della musica “colta” occidentale.

Il lavoro, a differenza di tante altre trascrizioni, travalica tuttavia il confine della consueta destinazione domestico/amatoriale, esigendo, per la sua esecuzione, un quartetto d’archi professionale, per via del notevole virtuosismo richiesto ai quattro strumenti, a cui si vedono affidati, con significativa democrazia timbrica, i vari personaggi dell’opera, emancipando così il 1° violino dal ruolo, consueto per l’epoca, di “conduttore della parte principale”.

In questo lo scatto di modernità del lavoro di Went, che nell’assenza dei cantanti e delle scene, scarnifica il contenuto musicale dell’opera mozartiana tra le più alte di ogni tempo, trasfigurandolo (ancor prima della schubertiana “La Morte e la Fanciulla”) in un autentico “Eros e Thanatos” del nascente quartetto d’archi romantico.



  • Ouverture


 

ATTO PRIMO


 

  • Introduzione - “Notte e giorno faticar”

  • Aria - “Madamina! Il catalogo è questo”

  • Duettino - “Là ci darem la mano”

  • Aria - “Finch’han dal vino”

  • Aria - “Batti, batti, o bel Masetto”

  • Finale Atto I - “Trema, trema, o scellerato”


 

ATTO SECONDO


 

  • Terzetto - “Ah taci, ingiusto core”

  • Sestetto - “Ah non lasciarmi sola sola in buio loco”

  • Aria - “Dalla sua pace la mia dipende”

  • Finale - “Ah signor per carità!”



Il Quartetto d’archi Gagliano, che con il proprio nome rende omaggio alla più celebre famiglia di liutai napoletani, vede confluire al suo interno consolidate esperienze cameristiche e precedenti esperienze professionali nell’ambito della musica da camera. In particolare Franco Gulli e Norbert Brainin hanno seguito il percorso individuale del violinista Carlo Dumont, il violinista Carlo Coppola ha studiato con Massimo Quarta e Ilya Grubert, Paolo Di Lorenzo, violinista nonché violista, e si è perfezionato con Felice Cusano e, per la prassi filologica, con Jaap Schoeder, mentre il violoncellista Raffaele Sorrentino si è formato con Luca Signorini e, per la prassi filologica, con Roberto Gini.

La prima formazione iniziò a lavorare insieme nel 1987 grazie all'incoraggiamento del Gabrieli String Quartet di Londra, seguendo i “Corsi di Perfezionamento Strumentale e di Interpretazione Musicale” a Sermoneta e suonando al Festival Pontino. Nel 1995, dopo essere stato ascoltato dal Quartetto Alban Berg, il quartetto è stato invitato a perfezionarsi con loro presso la Musikhochschule di Lubecca (Germania), lavorando con Günter Pichler, Thomas Kakuska e Valentin Erben. Nel 1997 grazie all' "Amadeus Scholarship Fund", gli viene assegnata una borsa di studio che gli consente di studiare con il Quartetto Amadeus presso la Royal Academy of Music di Londra. Parallelamente all’attività didattica, il quartetto ha svolto attività concertistica, suonando nelle principali città europee (Londra, Ginevra, Lubecca, Amsterdam, Barcellona, Roma, Parigi, Lugano, Sofia, Bruxelles, Budapest), tenendo sia recital, che cicli monografici (Boccherini 2005, Mozart 2006, Haydn e Mendelssohn 2009, Schumann 2010), partecipando a tourné e festival internazionali. Interprete del più significativo repertorio quartettistico, il Quartetto Gagliano suona sovente con strumentisti ospiti, con cui collabora in diverse formazioni dal quintetto all’ottetto, tra cui si ricordano Bruno Giuranna, Antony Pay, Ursula Hollinger, Peter-Lukas Graf, Jean-Francois Tollier, Alessandro Carbonare, Bruno Mezzena. Il quartetto, il cui repertorio spazia da “L’Arte della Fuga” di J.S.Bach fino alle più recenti avanguardie, con l’obiettivo di ampliare il repertorio tradizionale, si dedica costantemente al lavoro di ricerca per la riscoperta della musica da camera di autori di scuola napoletana (Giuseppe Martucci, Franco Alfano, Alessandro e Achille Longo, Mario Pilati, etc.), eseguendo e registrando lavori spesso inediti.


 

 


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