Archivio 2012/2013

Suites BWV 1007-1009 - trascrizione per tiorba tedesca

mercoledì 20 febbraio 2013

Johann Sebastian Bach

Suites BWV 1007-1009

Suite in do maggiore, basata sulla BWV 1007 per violoncello solo
Prélude, Allemande, Courante, Sarabande, Menuet I, Menuet II, Gigue

 

Suite in re minore, basata sulla BWV 1008 per violoncello solo
Prelude, Allemande, Courante, Sarabande, Menuet I -  Menuet II - Menuet I, Gigue

Suite in fa maggiore, basata sulla BWV 1009 per violoncello solo
Prélude, Allemande, Courante, Sarabande , Bourrée I, Bourrée II, Gigue

 

Adattamento per tiorba tedesca di Hopkinson Smith

Le opere “ufficiali” di Bach per liuto sono essenzialmente singoli arrangiamenti del XVIII secolo in nessun caso originati come un’unità compiuta (come è invece il caso per le Suites inglesi o per la Suite francese per clavicembalo, o ancora per le Suites per violoncello e per le Sonate e Partite per violino). Alcuni di questi adattamenti sono dovuti allo stesso Bach (la BWV 995 basata sulla V Suite per violoncello, o la BWV 1006a tratta dalla III Partita per violino), mentre altre provengono dal suo entourage. I miei adattamenti per liuto di opere di Bach includono la registrazione della IV e VI Suite per violoncello, risalente ai primi anni ’90, e il doppio CD, apparso nel 2000, dedicato alla versione per liuto dell’integrale delle Sonate e Partite per violino. La rivista Gramophone le definì generosamente come "the best recording of these works on any instrument”.

Le prime tre Suites per violoncello, differendo in parte dalle ultime tre, hanno un fascino melodico e un’energia del tutto peculiare. Ho riflettuto a lungo su quale fosse il modo migliore di realizzarle su uno strumento a pizzico: ritengo infatti che il liuto barocco manchi della profondità e nobiltà che la gamma sonora del violoncello può dare, e che la teorba italiana o francese si distanzi troppo da questo repertorio sia da un punto di vista storico, sia geografico ed estetico. In definitiva credo che una soluzione soddisfacente possa essere la teorba tedesca, dotata di  una maggiore lunghezza di corde e accordata una terza più bassa del liuto barocco. Queste due caratteristiche le conferiscono una maggior risonanza e la avvicinano sonoramente al mondo poetico del violoncello. A ciò si aggiunga l’eloquenza dei bassi (non così presente nella teorba italiana e francese) dovuta al loro raddoppio, in cui la nota grave è rinforzata dalla sua ottava alta.


 

liuto e chitarra barocca
 
Nato a New York nel 1946, laureato con lode alla Harvard University nel 1972, Hopkinson Smith si trasferisce nel ‘73 in Europa per studiare in Catalogna con Emilio Pujol e in Svizzera con Eugène Dombois. Stabilitosi a Basilea, collabora con numerosi gruppi e fonda con Jordi Savall l’ensemble Hesperion XX. Dalla metà degli anni ’80 si dedica principalmente al repertorio solistico per liuto e chitarra barocca dando producendo oltre 20 registrazioni, numerose delle quali premiate con il Diapason d’Or. Territori d’esplorazione d’elezione, la musica per chitarra spagnola e vihuela, la musica francese per liuto del Rinascimento e barocca, e il repertorio italiano del primo Seicento e tedesco del primo Barocco,
 
Attraverso i recitals e le incisioni il suo percorso musicale continua a svelare e riportare in vita opere tra le più espressive e intimiste del repertorio rinascimentale e barocco.  L’incisione delle sue trascrizioni per liuto delle Sonate e Partite di Bach per violino solo, apparsa nel 2000 e acclamata universalmente dalla critica musicale, è stata definita “the best recording of these works on any instrument”. Più recentemente, la registrazione delle opere di Pierre Attaignant (“superbe” per Le Monde), ha vinto il Diapason d’Or. Dell’incisione dedicata a Dowland nel 2005 (anch’essa Diapason d’Or) il New York Times ha scritto: ‘wonderfully personal’; il CD monografico su Francesco da Milano, descritto come “the first recording to do justice to Francesco’s reputation”, ha ricevuto il Diapason d’Or nel dicembre 2008.
 
Hopkinson Smith suona e tiene master classes in tutta Europa, in America del Nord e del Sud, in Australia e in Giappone, combinando uno stile di vita di ricerca eremitica a quello del viaggiatore; nel marzo 2007 si è esibito e ha insegnato in Palestina invitato dalla Barenboim-Said Foundation and the Swiss Arts Council. Insegna alla Schola Cantorum Basiliensis. Nell’ottobre 2010 ha ricevuto il Premio Mousiké Regione Puglia, V edizione, per la diffusione della musica antica nel Mediterraneo.
www.hopkinsonsmith.com
 
 
“Hopkinson Smith is without doubt the finest lute player in the world today…” San Francisco Chronicle
 
“The lutenist Hopkinson Smith is one of the most spectacular instrumentalists of the present time.” Der Standard, Vienna
 
“Hopkinson Smith is the supreme ‘poet’ of the lute.” Gramophone, London
 
“…a major artist of our time” Répertoire, Paris

In collaborazione con I Concerti del Gonfalone e con l'Istituto Svizzero di Roma