Archivio 2012/2013

Les goûts réunis

giovedì 9 maggio 2013

Musiche di Bach, Telemann e Couperin

Fabio Bonizzoni, clavicembalo
Caterina dell’Agnello, viola da gamba,
Andrea Mion, oboe  

 

Fabio Bonizzoni è considerato tra i principali clavicembalisti e organisti della sua generazione. Diplomato con lode in organo, composizione organistica e clavicembalo, ha studiato in seguito con Ton Koopman, ed è stato l’unico dei suoi allievi ad ottenere un diploma sia in organo barocco che in clavicembalo solista. Dopo aver suonato con le più importanti orchestre barocche dei nostri giorni (Amsterdam Baroque Orchestra di Ton Koopman, Le Concert des Nations di Jordi Savall, Europa Galante), dal 2004 si dedica esclusivamente alle sue attività di solista e direttore, in particolare della sua orchestra “La Risonanza”, con la quale si esibisce regolarmente nelle più importanti sale e nei principali festival di musica antica Europei. È inoltre professore di clavicembalo presso il Conservatorio di Musica di Trapani e presso il Conservatorio Reale dell’Aia (Olanda). É presidente dell’Associazione Hendel, organismo che promuove studi e ricerche sulla musica di Handel in Italia; è inoltre direttore dell “Atelier départemental de musique ancienne” della regione francese dell’“Aisne”.

 

Les Goûts réunis

Les Goûts réunis(I gusti riuniti), ovvero la fusione musicale che in età tardo barocca si realizzò tra gli stili nazionali: in primis quello italiano e quello francese, i principali poli della musica del tempo. Ma nel raffinato programma di questa sera – proposto con un organico circoscritto e inusuale da uno degli ensemble stilisticamente più affidabili a livello internazionale in fatto d’interpretazione storicamente informata del repertorio barocco – il titolo di Les Goûts réunis assume anche un altro significato, più sottile: alludendo a un momento – quello di stasera – in cui si avvera un ideale incontro tra personalità artistiche differenti ma accomunate da una visione moderna e cosmopolita del comporre e dell’occuparsi di musica.

Riconoscere in Johann Sebastian Bach (1685-1750) il terminale prediletto in cui si realizzano molti vettori del processo di fusione degli stili nazionali è giustificabile, quanto riduttivo: tanto è evidente nelle opere del compositore tedesco il raggiungimento di una dimensione assoluta e universale, del concepire la musica, straordinariamente capace di rivelarsi anche all'ascoltatore meno attento e preparato.

Autore di un'ampia produzione che spazia in tutte le forme sacre e profane, importante direttore d'orchestra, organizzatore di esecuzioni musicali di ogni tipo, uomo di vasta cultura e seria preparazione scientifica, finanche pure avvocato, per anni Johann David Heinichen (1683-1729) segregò la musica all'ambito di un interesse privato. Quando decise di abbandonarsi alla sua vocazione lo fece concependola in maniera poliedrica e a tutto tondo, agendo come vero e proprio cuore musicale della corte di Dresda.

Ma la figura artistica barocca in cui si realizzò più che in qualsiasi altra l’idea di un musicista universale fu quella di Georg Philipp Telemann (1681–1767). Abilissimo polistrumentista, fondatore della prima rivista musicale tedesca, curatore della stampa dei suoi stessi lavori, finissimo intellettuale e teorico, compositore di un’opera omnia colossale, organizzatore di concerti, interprete di una carriera segnata da una perfetta assimilazione dei differenti stili nazionali, Telemann affrontò con geniale ecclettismo la sua vita da ipercinetico con l’intento di creareun’arte votata alla libera ispirazione e a un linguaggio universalmente comprensibile.

A metà degli anni ‘20 del ‘700, François Couperin (1668-1733) intervenne nell'aspra querelle tra gusto francese e gusto italiano, avanzando una posizione conciliante. Lo fece anche con Les Goûts réunis ou Nouveaux, dieci concerti cheperseguono l’unione dello stile francese con quello italiano attraverso la loro giustapposizione e sovrapposizione all'interno di un concerto o di un singolo movimento, oppure tramite l'accostamento di concerti in stile differente.

Massimo Rolando Zegna