Archivio 2012/2013

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venerdì 24 maggio 2013

 

Taranterra di Mimmo Grasso
 
taranterra è un testo di poesia nato da ricerche che l’autore, Mimmo Grasso, ha effettuato sul campo. Possessione e dionisimo, oralità e scrittura, elementi colti e popolari, storici, laici e religiosi si intrecciano vorticosamente creando strati linguistico-percettivi  e spirali psichiche come quelle che ciascuno vive in articulo mortis, in un battito di ciglia, l’ultimo, lungo quanto un evo. I sentimenti, tipicamente contraddittori, ambivalenti, vengono gestiti e governati da una dialettica (collegamento) che ne ripete l’intreccio.  Dall’istinto, dunque, primario in ogni vivente, si giunge all’immagine poetica  attraverso la  procedura che  ne regola – biologicamente – il rapporto: l’archetipo.  
taranterra è grido trasformato in canto, musica e piede metrico, l’equivalente, per molti aspetti, del grido -liturgico- “mar’ a me” (amarezza su di me) delle dolenti prefiche del Mediterraneo, è “amaramaramara” lanciato al cielo e non più ricaduto. 
 
Il libro è uscito nel 2009, per i tipi de “Il filo di partenope”, in 200 esemplari numerati, con incisioni di Mario Persico e la copertina ottenuta impastando sabbia di un termitaio africano per avere l'effetto “vento-di-scirocco”.
Il volume è stato presentato nell'aprile del 2009 al Museo Archeologico Nazionale con successiva performance coreutico-musicale a cura degli “Echi Flegrei” e di Marcello Colasurdo. Il libro – essendo un prodotto d'arte – ha girato per mostre ed è stato oggetto di molti saggi (Tortora, Vitolo, De Stasio, Zuccaro, Fiore, ecc.). 
Nel giugno 2012, in occasione dello spettacolo da cui prende il titolo, con la regia di Massimo Maraviglia, viene ristampato per i tipi de “Il Laboratorio/le edizioni”. 
 
 
 
Note biografiche
 
Mimmo Grasso è nato in Calabria e vive nei Campi Flegrei. Saggista, critico letterario e di arti visive, criptico segretario dell’ Institutum Pataphysicum Partenopeium. È tradotto antologicamente in varie lingue; sceneggiatore, è protagonista di un docu-fiction sulla cultura del Mediterraneo per la regia di Giuseppe Ferrara; due suoi lavori di poesia (Volturnio, Sebeto) sono stati adattati al teatro. Dopo aver incontrato i maestri incisori de “Il Laboratorio di Nola”, ha affidato da anni i propri versi alle edizioni a tiratura limitata e alla permanenza dei caratteri a piombo. Non ama, infatti, che i libri finiscano al macero e preferisce, come Valéry, essere letto cento volte da uno solo che una volta sola da cento. Intensa la produzione poetica, in tandem con artisti visivi. 
 
 
biglietto unico 10,00 euro