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Il salotto musicale

Teatro Garibaldi
18.00 - 19.00
Gratuito

Interpreti
Duo Colbran
Alba Brundo arpa
Giulia Lepore soprano


per la rassegna di concerti Università e Città in armonia

a cura di Paologiovanni Maione – cattedra di Musicologia e Storia della Musica

promossa da
Comune di Santa Maria Capua Vetere
Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli


Ingresso libero


Maggiori informazioni

Programma

G.B. Pergolesi
Stizzoso mio Stizzoso

F. Durante
Vergin tutto amor

G. Paisiello
Nel cor più non mi sento

Je revois l’object

N. Zingarelli
Santa pace

F. Moretti
Boleras de la Bola

G. Caramiello
Rimembranze di Napoli

I. Colbran
Mi lagnerò tacendo

Ad onta del fato

A. Alyabyev
Solovey

E. Dell’Acqua
Villanelle


Il salotto musicale

Note di sala
Il programma per voce ed arpa proposto dal duo Colbran spazia dal repertorio operistico di scuola napoletana del Settecento a romanze da camera italiane ed europee dell’Ottocento.
Aprono il concerto quattro capiscuola napoletani, Pergolesi, Durante, Paisiello e Zingarelli, autorevoli rappresentanti di quella scuola musicale partenopea che a partire dal XVIII secolo conquistò i teatri del mondo. Dai teatri, le più celebri arie uscivano per allietare e divertire il pubblico dei salotti, dove venivano eseguite in trascrizione per i più diversi organici strumentali e, spesso, anche tradotte in altre lingue.
Di Giovanni Battista Pergolesi sarà eseguita la celebre aria di Serpina Stizzoso mio stizzoso, tratta da La Serva Padrona. Questo intermezzo buffo fu rappresentato per la prima volta al teatro San Bartolomeo di Napoli nel 1733 negli intervalli dell’opera seria Il Prigionier superbo  dello stesso autore. Pergolesi fu il primo compositore di scuola napoletana a conquistare una fama universale e ad entrare nel mito, anche per la sua precoce morte avvenuta a soli 26 anni.
Il secondo brano è di Francesco Durante, maestro di Pergolesi nell’antico conservatorio napoletano de I Poveri di Gesù Cristo. Nei quattro antichi conservatori esistenti a Napoli tra la fine del Cinquecento e la fine del Settecento, l’istruzione musicale era impartita ai giovani allievi con lo scopo di assicurare innanzitutto la presenza della musica durante i servizi liturgici. Nella grande mole di musica religiosa scritta da Durante, tutta in latino, si distingue la bella preghiera alla Madonna in lingua italiana che oggi ascolteremo, intitolata Vergin tutto amor.
La terza aria in programma è la celebre Nel cor più non mi sento, tratta dalla commedia per musica in tre atti L’amor contrastato ossia La Molinara di Giovanni Paisiello del 1788. Divenuta celebre in tutta Europa, quest’aria fu ripresa nel corso dell’800 in famose variazioni strumentali di autori come Beethoven e Paganini che ancor di più la resero immortale. Anche l’aria successiva, il rondeau Or che il cielo a me ti rende è tratta da un opera di Giovanni Paisiello, Sismano nel Mogol, ed ebbe un successo autonomo rispetto all’opera, essendo stata pubblicata tra fine Settecento e inizi Ottocento in numerose raccolte straniere di arie, spesso anche in traduzione francese col titolo Je revois l’objet que j’aime.
Il brano successivo è di Nicola Zingarelli, direttore del Collegio di Musica di Napoli tra il 1813 e il 1837, maestro di maestri quali Bellini e Mercadante. Il brano che ascolteremo, l’aria Santa Pace, eletto pregio, è una pagina rarissima tratta dalla cantata Saffo. Nella partitura originale il compositore scelse l’arpa per accompagnare quest’aria che rappresenta il nostalgico momento in cui Saffo, donna sofferente e vittima di un destino ingovernabile che la condurrà al suicidio, ricorda il bel periodo dell’infanzia e dell’innocenza accompagnandosi con la lira.
Contemporaneo di Zingarelli era Federico Moretti, nobiluomo napoletano, compositore e chitarrista, nato a Napoli nel 1769 e morto a Madrid nel 1839. Nella capitale spagnola Moretti approfondì le sue conoscenze musicali dando alle stampe metodi per chitarra e numerose arie da camera in lingua italiana e spagnola, caratterizzate tutte da un inconfondibile ‘colore’ locale che potremo facilmente riconoscere anche nella Boleras de la bola che oggi ascoltiamo.
Anche la composizione per arpa sola Rimembranze di Napoli è densa di riferimenti alla musica vocale popolare, a testimonianza del fatto che, in tutta Europa, la cesura tra musica popolare e musica ‘colta’ non è mai stata così netta come oggi la percepiamo. L’autore, Giovanni Caramiello, docente di arpa al Conservatorio di Napoli alla fine dell’Ottocento, era solito comporre composizioni su arie e canzoni celebri per fornire nuovo materiale didattico, spesso di grande virtuosismo, alle sue allieve. La prima parte della composizione è costruita sulla nota canzone Fenesta ca lucive, mentre la seconda sulla celebre Santa Lucia.
Non poteva mancare in questo programma un tributo all’artista che dà il nome al Duo che oggi si esibisce. Isabella Colbran, diva dei palcoscenici e beniamina del pubblico di inizio Ottocento, moglie di Gioachino Rossini, non fu solo un famosissimo soprano, ma anche una interessante compositrice. Tra le sue più note arie da camera con accompagnamento di pianoforte o arpa, vanno annoverati i due titoli che ascolteremo oggi: Mi lagnerò tacendo e Ad onta del fato.
Concludono il concerto due celebri e virtuosistiche arie per soprano di coloratura.
La prima è Solovay (Le Rossignol) del russo Alexandr Alabjev, aria con variazioni scritta su un tema della tradizione popolare russa e resa celebre anche da una famosissima pagina pianistica di Franz Liszt. Il virtuosismo vocale di questa aria ne fece un cavallo di battaglia per molti soprani, che spesso la eseguivano anche nella scena della ‘lezione di canto’ dell’opera di Rossini Il Barbiere di Siviglia.
Conclude il programma la Villanelle della compositrice belga Eva dell’Acqua. Tratta dall’operetta Feu de paille del 1897, l’aria narra del volo di una rondine (J’ai vu passer l’hirondelle) e ne segue le peripezie del volo con funambolici virtuosismi della voce.


Duo Colbran

Il Duo Colbran, composto dalle musiciste Alba Brundo (arpa) e Giulia Lepore (soprano), nasce a Napoli nel 2021 con l’obiettivo di rivisitare un vasto repertorio di brani cameristici, musica sacra, arie d’opera e canzoni popolari di molti autori antichi e contemporanei, sperimentando sonorità sofisticate e inedite. Laureate con il massimo dei voti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dopo il debutto a Palazzo Zevallos sono state invitate a prendere parte a numerose rassegne e festival in prestigiose location quali la Reggia di Caserta, Villa Pignatelli di Napoli, Casa Museo Giuliani di Bisceglie, Palazzo Nicolaci di Noto, Salotto Barbaja di Palazzo Medici Acquaviva di Napoli, Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Vico Equense. A marzo 2022 sono risultate vincitrici del concorso Summer Young Concert che le ha portate a esibirsi in diversi luoghi emblematici della Campania sacra come la Basilica medievale di Sant’Angelo in Formis o il Chiostro di San Domenico di Piedimonte Matese. A ottobre 2022 hanno riscosso un ampio consenso di pubblico e critica presso il Circolo Posillipo di Napoli, con un concerto incentrato sulla musica da camera del primo Ottocento presentato dal musicologo Sergio Ragni. Dopo il successo ottenuto a inizio 2023 presso la Basilica di San Giorgio Maggiore di Napoli con il programma di arie e romanze internazionali intitolato “Musiche dal Mondo”, sono state invitate a tenere una tournée in Sicilia che le ha portate a esibirsi in luoghi d’arte quali il Teatro di Donnafugata a Ragusa, la Basilica di Santa Maria dell’Aiuto a Catania, il Palazzo Ducezio a Noto. Il repertorio del Duo Colbran spazia da autori di epoca barocca quali Paisiello, Pergolesi e Händel, ad altri di epoca classica e romantica come Rossini, Colbran, Bellini, Giuliani, Moretti, Donizetti sino ad arrivare al Novecento italiano e internazionale con Berio, Bernstein, Villa-Lobos, Strauss, Debussy, Respighi e De Falla.

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