Caricamento Eventi
  • Questo evento è passato.

MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Ferrara

I Musei della Memoria architetture che raccontano - VII edizione

Fondazione Culturale Ezio De Felice-Palazzo Donn’Anna
17.30 - 19.00
Gratuito

MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Ferrara

Incontro con Ludovica Di Falco
architetto, partner e fondatrice di SCAPE Architecture Paris

 

Saluti di

Marina Colonna Presidente Fondazione Ezio De Felice

Introduce

Michelangelo Russo Direttore DiArc Università degli Studi di Napoli Federico II


A seguire

Il gioco della memoria, tra parole cantate e parole narrate

Coro Giovanile Le Voci del 48
Salvatore Murru 
direzione
Carolina Rapillo voce recitante

a cura del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini


Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

www.fondazionedefelice.it

Il gioco della memoria, tra parole cantate e parole narrate

Luigi Mario Murru chitarra
Massimiliano Sacchi clarinetto
Marco Esposito violino
Fulvio Gombos contrabbasso
Marcello Squillante fisarmonica 

Coro Le Voci del 48
Salvatore Murru direzione

Carolina Rapillo voce recitante


I brani letti da Carolina Rapillo sono tratti da

Giorgio BassaniGli occhiali d’oro
Michele SarfattiLa Shoah in Italia
Paolo d’AnconaRicordi di famiglia
Enzo LeviMemoria di una vita
Primo LeviSe questo è un uomo 


Programma
Silent Prayer
Mikhail Shukh

Il Gioco della Memoria
Alfonso Ottobre/Piero Caraba

Tumbalalaika
Cristian Jewish folk song
(arr. Audrey Snyder)

Cavatina
Stanley Myers

Belz, Mayn Shtetele Belz
Jacobs Jacobs/Alexandre Olshanetsky


MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Ferrara

I Musei della Memoria, architetture che raccontano è una rassegna internazionale organizzata dalla Fondazione Ezio De Felice ogni anno il 27 gennaio in occasione delle Giornate Internazionali della Memoria, in collaborazione con il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini, e che vede ospiti i protagonisti dell’architettura museale sul tema della memoria della Shoah.

Il linguaggio dei musei della Shoah appartiene alle tendenze più espressive dell’arte contemporanea: l’architettura oltre che a custodire, organizzare e mostrare, diventa essa stessa cassa di risonanza della storia da cui riecheggiano ricordi e sensazioni profonde, comunicando in termini spaziali e visivi il concetto di memoria.

La Rassegna, giunta alla sua VII Edizione, ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo dell’architettura internazionale.

Dal 2017: 

Andrea Wandel ha presentato il Judische Center di Monaco di Baviera, 

Paolo Coen ha illustrato l’architettura di Moshe Safdie a Yad Vashem a Gerusalemme, 

Andràs Palffy ha presentato il progetto del Museum Judenplatz a Vienna, 

Jacques Gubler, Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis hanno raccontato il Memoriale della Shoah di Milano, 

Elena Montanari ha illustrato il Museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti di Carpi.

Adachiara Zevi ha presentato il suo studio Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle Pietre d’Inciampo.


Note di sala
Il programma musicale della serata intreccerà i propri fili con alcune letture scelte per l’occasione.
L’intervento musicale si aprirà con il brano Silent Prayer, del compositore Mikhail Shukh, una silenziosa preghiera, il cui suono è quello della voce ma senza un testo, per descrivere quello che probabilmente le sole parole non sono in grado di esprimere. Il racconto musicale continuerà con il sapore popolare di Tumbalalaika, celebre brano yiddish proveniente dall’area russa e che richiama quella cultura secolare che mai ha cessato di essere raccontata con forza dal proprio popolo. Seguirà Cavatina di Stanley Myers, tema principale del film “The Deer Hunter” in un’inedita versione per chitarra e coro ed ancora Il Gioco della Memoria, brano scritto per coro giovanile dal compositore Piero Caraba, su testo di Alfonso Ottobre. Chiuderà la serie dei brani scelti Mein Shtetle Belz (La mia piccola Bălţi), nostalgico ed appassionato brano del compositore Alexander Olshanetsky, che racconta il desiderio dell’interprete di tornare nel suo luogo natìo e che metaforicamente può ricordare le vessazioni a cui furono sottoposte migliaia di persone costrette a sentirsi straniere nella propria terra.


Le Voci del 48
Il coro, fondato e diretto da Salvatore Murru, raccoglie al proprio interno l’eredità di un gruppo di ragazzi cresciuti assieme avendo inizialmente come riferimento comune la realtà scolastica di appartenenza. Nel tempo l’organico si è implementato e si è dedicato in modo più specifico ed attento alla coralità. Nei vari contesti, ha ricevuto unanimi consensi e riconoscimenti per la propria attività. Si dedica soprattutto al repertorio della musica colta ma ritiene formativo e coinvolgente il proprio impegno nei vari generi.


Salvatore Murru
Diplomatosi in pianoforte e in composizione, presso il conservatorio di musica “San Pietro a Majella” di Napoli, col massimo dei voti, affianca all’attività di scrittura quella di direttore di coro. Nell’ottobre 2012, è chiamato a dirigere un coro di voci bianche alla presenza del Ministro dell’Istruzione, presso l’Accademia dei Lincei, durante il conferimento del premio Nobel all’UE. Da compositore, su commissione del conservatorio si è occupato di orchestrazioni per le Celebrazioni Pergolesiane (Napoli, Palazzo Reale, 2010). Realizza lavori in vari campi, dalla musica di scena alla sonorizzazione di film muti, alla scrittura corale: per quest’ultimo ambito, nel giugno 2014 riceve presso il MIUR una menzione speciale per la composizione del brano Sulla Luna, dalle Filastrocche per un anno di G. Rodari, per coro di voci bianche e pianoforte e, l’anno successivo, su omonima ode di Orazio, il primo premio assoluto per il brano Vides ut alta per coro di voci bianche e orchestra. Nel 2016 ottiene dall’UNCLA una borsa di studio, per iniziativa del Ministero dei Beni Culturali. Alla attività di compositore e direttore di coro affianca quella di didatta. È docente, infatti, presso il 48°C.D. di Napoli. Si occupa, inoltre, della formazione e della direzione corale presso il Centro di Musica Antica “Pietà de’ Turchini” di Napoli. Ha collaborato alla realizzazione, per la parte musicale, di guide didattiche per insegnanti per la IBISCUS EDIZIONI.


Carolina Rapillo
Carolina Rapillo nasce a Napoli nel 1995, inizia i suoi studi di recitazione al Teatro Elicantropo. Nel 2015 prende parte alla fondazione del Teatro Popolare all’interno dell’ex opg Je so pazzo, in cui è attiva fino al 2020 con laboratori, festival e spettacoli teatrali.
Nel 2018 si trasferisce a Genova dove si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova. Prende parte a produzioni teatrali a Genova e a Napoli. Debutta sullo schermo nelle opere di Eduardo “Filumena Marturano” regia di Francesco Amato e  “ Napoli Milionaria! “ con la regia di Luca Miniero.
Intanto coltiva la sua passione per la fotografia e sta per concludere il percorso di laurea triennale in cultura e amministrazione dei beni culturali presso la Federico II

Hai bisogno di informazioni?

Contattaci

Reggio Emilia

Padova

Iscriviti alla Newsletter