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Non sei solo

Non sei solo

Rassegna "Specchi di Musica"

Cappella Palatina, Reggia di Caserta
17.30 - 19.00


per la rassegna
Specchi di Musica


Interpreti
Amandine Beyer & Gli Incogniti
Amandine Beyer violino solo, viola solo e direzione
Yoko Kawakubo, Alba Roca, violini
Katia Viel, Vadym Makarenko, violino e viola
Ottavia Rausa viola
Marco Ceccato violoncello
Frédéric Baldassare, Francesco Galligioni violoncello e viola da gamba
Baldomero Barciela violone
Anna Fontana clavicembalo

Gli Incogniti è sostenuto da DRAC Nouvelle-Aquitaine, dalla Région Nouvelle-Aquitaine e dal dipartimento della Gironde.


in coproduzione con
Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”


Ingresso libero con acquisto del biglietto di accesso agli Appartamenti della Reggia di 5 euro, e riduzioni previste.

Maggiori informazioni

Programma
J. S. Bach (1685-1750)

Concerto per due violini in re minore BWV 1043

Concerto per clavicembalo in fa minore BWV 1056

Concerto brandeburghese n. 3 in sol maggiore BWV 1048

Concerto brandeburghese n. 6 in si maggiore BWV 1051

Concerto per tre violini in re maggiore BWV 1064R


Sfoglia il programma


Non sei solo

Note di sala
Nel 1720 J.S. Bach scrisse “Sei solo” sulle sue Sonate e Partite per violino, un titolo che si adattava perfettamente al contenuto dell’opera: sei brani straordinari per violino solo. Ma… Un momento. In italiano corretto dovrebbe essere scritto al plurale: “Sei soli”, mentre quello che Bach ha scritto si traduce letteralmente con “Sei solo”. Si tratta di un errore grammaticale, di un gioco di parole o di una dichiarazione nascosta di estrema tristezza? Nel luglio dello stesso anno, la sua prima moglie, Maria Barbara, morì improvvisamente. Si può solo immaginare lo shock e l’angoscia provati dal compositore, che si ritrovò solo con quattro figli piccoli. Al punto da confessare la sua solitudine nel titolo di un’opera della sua vasta collezione? Eppure, per quanto possa sembrare incredibile, gli anni che seguirono a Köthen furono caratterizzati dalla felicità familiare e dalla piena realizzazione creativa.
Sposato con Anna Magdalena Wilcke, una giovane cantante di corte, Bach era sostenuto da un principe che adorava la musica e circondato da musicisti di straordinaria qualità per i quali poteva comporre opere senza alcuna limitazione tecnica. Così, in questo programma gioioso e scintillante, Gli Incogniti rispondono al maestro di coro di Köthen: “Non sei solo”.


Amandine Beyer
Dall’inizio della sua carriera, oltre venticinque anni fa, Amandine Beyer si è esibita in concerto in tutto il mondo. Invitata come direttrice e solista da importanti ensemble barocchi (tra cui il Freiburger Barockorchester, l’Akademie für Alte Musik, la European Union Baroque Orchestra, la Tafelmusik Baroque Orchestra di Toronto), nel 2006 ha fondato il proprio ensemble, Gli Incogniti, con il quale interpreta la musica strumentale di Bach, Vivaldi, Corelli, Pachelbel, Matteis, Couperin, C.P.E. Bach, Haydn, Mozart e molti altri.

Con questo gruppo si è esibita nei più prestigiosi festival e sale da concerto in Francia — tra cui Philharmonie de Paris, Théâtre des Champs-Élysées, Opéra de Bordeaux, Opéra de Montpellier, Festival de Saintes, Auditorium de Radio France — e a livello internazionale, al Boston Festival, alla Wigmore Hall, al Concertgebouw di Bruges, al Flagey e al Bozar di Bruxelles, alle Philharmonie di Liegi, Lussemburgo, Berlino, al Carnegie Hall di New York e alla Tonhalle di Zurigo.
Nel 2011 ha inciso le Sonate e Partite di J.S. Bach per Zig-Zag Territoires/Outhere Music, ricevendo un grande successo di pubblico e critica. In seguito, la coreografa Anne Teresa de Keersmaeker (Compagnie Rosas) l’ha invitata a creare lo spettacolo Partita 2. Dopo cinque rappresentazioni nella Cour d’Honneur del Palais des Papes ad Avignone, che hanno chiuso il Festival IN, la produzione è stata portata in tournée mondiale, con oltre 80 esibizioni.
La collaborazione con la compagnia di de Keersmaeker è proseguita nel 2018 con la partecipazione del suo ensemble Gli Incogniti al progetto Les Six Concertos Brandebourgeois, presentato all’Opéra de Paris, a La Monnaie di Bruxelles, Berlino, New York, Liegi, Lilla e Lussemburgo. Nel 2022 ha seguito la creazione di Mystery Sonatas / for Rosa, dedicata alle Sonate del Rosario di Heinrich Ignaz Franz Biber, e nel 2024 quella de Le Quattro Stagioni di Vivaldi.
Parallelamente, Amandine Beyer si dedica anche alla musica da camera con partner come Pierre Hantaï, Kristian Bezuidenhout e Andreas Staier, spaziando dal repertorio barocco a quello romantico, con particolare attenzione a Schubert e Beethoven.
Nel 2015 ha fondato il Kitgut Quartet, quartetto d’archi su strumenti d’epoca. Il loro primo album, ’Tis too late to be wise, dedicato a Haydn e alla musica inglese (Purcell, Locke), pubblicato da Harmonia Mundi, è stato accolto con entusiasmo dalla critica.
Dal suo primo disco del 2008, Le Quattro Stagioni di Vivaldi — che le ha dato fama internazionale — la discografia di Amandine Beyer e Gli Incogniti ha ottenuto un riconoscimento unanime da parte della critica e numerosi premi prestigiosi, tra cui Diapason d’Or, Choc de l’année, Gramophone Editor’s Choice, e le 4F di Télérama.
Dopo aver studiato con Chiara Banchini alla Schola Cantorum Basiliensis, nel 2010 le è succeduta come docente nella stessa istituzione.
Appassionata di trasmissione e formazione, nel 2017 ha fondato la propria Accademia con Gli Incogniti, e continua a essere regolarmente invitata a tenere masterclass in tutto il mondo (Italia, Germania, Taiwan, Stati Uniti, Canada…). Dirige frequentemente il Jeune Orchestre de l’Abbaye, la European Union Baroque Orchestra, l’orchestra dell’Ambronay Academy e l’Orchestre Français des Jeunes.


Gli Incogniti
Fondato nel 2006 da un gruppo di amici riuniti intorno alla figura della violinista
Amandine Beyer, l’Ensemble prende il suo nome da L’Accademia degli Incogniti, uno dei centri culturali e artistici più attivi e liberali del XVII secolo a Venezia. Infatti è proprio lo spirito di questa Accademia ad animare le produzioni del gruppo: la curiosità per lo sconosciuto, che prende forma nella sperimentazione delle sonorità, nella ricerca del repertorio, nella riscoperta dei “grandi classici”, così come nella rivalutazione dei capolavori meno conosciuti o ignorati. Per i musicisti de Gli Incogniti il piacere vero di lavorare e suonare insieme si sposa con l’obiettivo principale, quello di trasmettere una visione impegnata e coerente delle opere che interpretano, con il contributo della sensibilità e del gusto di ognuno.Il gruppo attualmente è considerato tra gli Ensemble di referenza mondiale per l’interpretazione storicamente informata, ed esplora un repertorio che parte dal periodo barocco (Vivaldi, Bach, Pachelbel) e si estende fino al periodo classico, con autori come Haydn, CPE Bach e Mozart.
Gli Incogniti è regolarmente invitato nelle più importanti sale da concerto francesi e internazionali: Philarmonie de Paris, Théâtre des Champs Élysées, Auditorium de Radio France, Opéras de Bordeaux, Dijon, Rouen, Wigmore Hall di Londra,  Oji Hall di Tokyo, , Philarmonie di Lussemburgo, BOZAR Bruxelles,Philarmonie di Berlino, Philarmonie di Essen in Germania, Oude Muziek di Utrecht, Fondation Royaumont, Arsenal de Metz,  Théatre de la Ville… Si produce anche sulle scene di grandi festival tra i quali si possono citare Boston Festival (USA), Printemps des Artes di Montecarlo, MA Festival di Brugge, Festival International di Bergen in Norvegia, Festival di Torroella in Spagna, Festival di Saintes, Saint-Denis, Montpellier, Sablé, Ambronay
Collabora regolarmente con grandi solisti come Giuliano Carmignola, Christian Bezuidenhout, Andreas Steier, Maria Cristina Kiehr, Alexei Lubimov, Hans-Jorg Mammel
Gli Incogniti ultimamente hanno arricchito la loro vita musicale aprendo collaborazioni anche con altri settori artistici. Tra il 2018 e il 2023 l’Ensemble ha preso parte a due spettacoli con Rosas, la compagnia della danzatrice belga Anne Teresa de Keersmaeker: I Sei Concerti Brandeburghesi e Mystery Sonatas / for Rosas, con le virtuose Sonate del Rosario di Biber; ogni spettacolo è stata rappresentata più di 40 volte in tutto il mondo (Berlino, New Yok, Lisbona, Bruxelles, Parigi, Lussemburgo, Hong Kong…).
Un’altra particolare collaborazione è quella stretta dagli Incogniti con la compagnia di canto La Manifacture Verbale, che ha portato nel 2021 alla creazione dello spettacolo Bar’Oc-Il Viaggio Amoroso, un programma che mescola canti popolari di tradizione orale con la musica barocca. Nel 2024 l’Ensemble è stato invitato a collaborare alla nuova creazione di Rosas, basata sulle celebri Quattro Stagioni di Vivaldi.
L’Ensemble ha effettuato una quindicina di registrazioni, tra le quali si possono citare Le Quattro Stagioni di Vivaldi (Zig-Zag Territoire/Outhere), Il Teatro alla Moda (Vivaldi harmonia mundi), e ancora Il Mondo al Rovescio (Vivaldi harmonia mundi) che hanno ottenenuto sempre un grande successo di pubblico. Il suo nuovo disco Bach from Italy, che mette in luce i legami tra la musica italiana (Vivaldi, i fratelli Marcello) e la musica di JS Bach, uscirà nell’autunno 2025 per l’etichetta discografica harmonia mundi. Tutte le pubblicazioni discografiche sono state accolte con larghissimo e unanime consenso da parte di tutta la critica specializzata(Gramophone Award, BBC Musical Choice, 4F de Tèlèrama, Diapason d’Or de l’anneé, Choc Classica de l’anneé, Excepcional de Scherzo, Preis der Deutschen Schallplattenkritik…).
Particolarmente interessato alla diffusione della musica, dal 2017 il gruppo organizza la propria Accademia di Musica da Camera e di lavoro corporeo, uno stage destinato a gruppi di giovani musicisti, studenti o professionisti. Dal 2023, l’ensemble porta avanti un programma di iniziative culturali di musica e danza nelle scuole secondarie.

Gli Incogniti è sostenuto da DRAC Nouvelle Aquitaine, da Région Nouvelle-Aquitaine e dal Dipartimento della Gironda. Riceve regolarmente il sostegno finanziario di Adami, di Spedidam e di CNM Export per le sue attività concertistica e discografica, e della Caisse des dépots per l’Accademia.