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SUMMARY:Dowland incontra Marenzio
DESCRIPTION:Note di sala\nNel 1594 il grande liutista e compositore inglese John Dowland venne in Italia. Erano tempi in cui molti musici e pittori del nord Europa affrontavano lunghi e pericolosi viaggi pur d’avere contatti diretti con i numerosi artisti grazie ai quali il nostro paese godeva di prestigio internazionale. L’intento principale di Dowland era incontrare a Roma il sommo compositore Luca Marenzio\, ma l’incontro non avvenne. Il liutista inglese ebbe comunque un proficuo rapporto con la musica italiana del quale si possono trovare tracce in vari aspetti delle sue composizioni vocali e strumentali.\nFra tutti i grandi compositori-liutisti vissuti a cavallo tra il Sedicesimo ed il Diciassettesimo secolo\, Dowland spicca per il virtuosismo strumentale e per la grande sapienza contrappuntista unita ad un’espressività che sintetizza mirabilmente lo stile inglese\, ricco di riferimenti ad un’antica tradizione popolare tuttora viva\, e la passionalità italiana. \n\nMassimo Lonardi \n\nRing Around Quartet\nEleganza del suono\, raffinatezza interpretativa e una naturale\, magnetica capacità di comunicare con il pubblico: il Ring Around Quartet è uno degli ensemble vocali italiani più autorevoli e riconoscibili nel panorama della musica d’arte europea.\nFondato nel 1993\, il quartetto si è imposto fin dal debutto per la perfetta fusione timbrica\, l’intonazione impeccabile e un’interpretazione che coniuga rigore filologico e intensa espressività. Qualità affinate grazie allo studio con Rachid Safir (Les Jeunes Solistes) e con The Hilliard Ensemble\, che hanno contribuito a definire un suono di rara purezza e una cifra stilistica immediatamente riconoscibile.\nIl repertorio prediletto è la polifonia antica profana – chansons\, frottole\, villanelle e madrigali\, con particolare attenzione agli autori italiani e franco-fiamminghi – restituita con una grazia che trascende il mero concerto per farsi esperienza estetica. Non a caso\, al Festival dei Due Mondi di Spoleto\, dove nel 2003 presentano lo spettacolo Gioco di voci (poi inciso in CD)\, il Ring Around Quartet viene definito «la rivelazione del Festival» per l’originalità e l’eleganza della proposta.\nAccanto al repertorio profano sacro della polifonia medievale e rinascimentale – il Ring Around Quartet coltiva da sempre un dialogo vivo con il linguaggio musicale contemporaneo. Fin dagli esordi\, l’ensemble ha affiancato alla musica antica opere di compositori del nostro tempo\, dando vita a numerose prime esecuzioni assolute (tra gli altri Ennio Morricone\, Matteo D’Amico\, Claudio Ambrosini)\, percorso premiato nel 2003 al Concorso Internazionale Seghizzi come miglior gruppo solistico e miglior complesso italiano.\nIn questa naturale tensione verso il presente si inserisce anche l’attenzione per la canzone d’autore moderna e contemporanea\, riletta con raffinatezza polifonica e profondo rispetto della parola\, trasformando il patrimonio della canzone in un’esperienza vocale colta\, intensa e sorprendentemente attuale.\nIl Ring Around Quartet si presenta spesso anche nella formazione Ring Around Quartet & Consort\, affiancando strumenti dell’epoca. Con questa veste ha debuttato ai Concerti del Quirinale di Rai Radio3 il programma Tutte Frottole!\, frutto di un accurato lavoro di ricerca\, trascrizione e arrangiamento dalle fonti originali del Petrucci; l’omonimo CD è stato pubblicato da Naxos nel 2015. Accanto all’attività concertistica tradizionale\, il quartetto è sempre più richiesto in progetti speciali e contaminazioni con il teatro di parola. Tra i recenti impegni spicca il concerto-spettacolo Bocca baciata non perde ventura con David Riondino\, e prossimamente il Ring Around Quartet sarà protagonista di un reading teatrale con\nAldo Cazzullo\, confermando una vocazione scenica che amplia e arricchisce l’esperienza musicale.\nIl Ring Around Quartet si è esibito nelle più prestigiose istituzioni musicali e festival Internazionali\, tra cui i Concerti del Quirinale di Rai Radio3\, il Festival dei Due Mondi di Spoleto\, il Festival MITO\, la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia\, il Teatro Politeama di Palermo\, i Teatri della Pergola e Verdi di Firenze\, la GOG di Genova\, Festival di Cervo\, la RSI Radiotelevisione Svizzera e molti altri\, distinguendosi ovunque per una proposta che unisce altissimo livello artistico\, raffinatezza formale e una rara capacità di coinvolgere pubblici diversi\, qualità che le ha valso il plauso dei più autorevoli critici musicali italiani e internazionali.
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SUMMARY:Corrispondenze
DESCRIPTION:Note di sala\nCorrispondenze come l’intreccio dei suoni dell’arciliuto e del clavicembalo\, ma anche come l’intreccio tra culture\, quella siciliana e spagnola.\nE’ questo l’incipit da cui nasce il progetto di Paolo Rigano (arciliuto e chitarra) e Cinzia Guarino (clavicembalo e organo)\, coppia artistica fondatrice dell’Arianna Art Ensemble e dell’Associazione MusicaMente di Palermo\, in duo affronta un programma che vede protagonista una selezione di brani del repertorio italiano e spagnolo del periodo compreso tra il Seicento ed il Settecento.\nUn album che vede insieme brani composti per liuto\, chitarra\, clavicembalo o ensemble da camera\, ai quali si aggiunge un ulteriore brano\, composto in chiave contemporanea\, dallo stesso Paolo Rigano per arciliuto e clavicembalo.\nEd è proprio da quest’ultimo brano che l’album prende il titolo “Corrispondenze”. L’originalità del progetto consiste nel fatto che brani originali per chitarra\, arciliuto o clavicembalo\, vengono eseguiti in duo\, con la chitarra o l’arciliuto che dialogano con il clavicembalo. Nello specifico\, nel repertorio scelto\, il clavicembalo interagisce con l’arciliuto e con la chitarra barocca assumendo a volte il ruolo di basso continuo a volte di intreccio\, tra scambi di parti e momenti legati all’improvvisazione.\nIl Fandango di Boccherini\, tratto dal Quintetto in Re minore for guitar & strings G.448\, è stato trascritto per clavicembalo da Cinzia Guarino e la chitarra barocca esegue la parte scritta dal compositore. In due brani\, la sarabanda di Zamboni e la toccata di Lori\, viene utilizzato l’organo\, che assume un ruolo di sostegno armonico dell’arciliuto. L’improvvisazione rientra nell’intreccio delle parti tra i due musicisti\, con la fantasia che deriva dal modo in cui condividono i ruoli melodici e di accompagnamento tra loro\, scambiandosi a volte il ruolo di primo strumento\, a volte scambiandosi le frasi\, a volte unendosi in un unisono.\nIl titolo dell’album “Corrispondenze” sottolinea il rapporto reciproco\, il contraccambio tra i due strumenti e tra i musicisti\, ma anche le corrispondenze ed affinità tra i brani scelti. Le corrispondenze sono evidenti tra il Fandango di Boccherini e quello di De Murcia\, ma anche tra gli altri brani di autori italiani e spagnoli\, il tutto come per sottolineare le affinità artistiche e culturali tra i due popoli.\nSono conferma di queste affinità culturali tra i due popoli la Giga di Corelli\, scritta probabilmente da De Murcia\, dopo aver ascoltato un concerto di Corelli durante un viaggio in Italia\, o ancora il Canario\, danza popolare spagnola ma utilizzata spesso da compositori italiani dell’epoca\, le composizioni di Domenico Scarlatti\, nato in Italia ma molto apprezzato in Spagna. \n\nCinzia Guarino e Paolo Rigano\, fondatori dell’Arianna Art Ensemble e fondatori dell’associazione MusicaMente di Palermo\, sono impegnati da quindici anni nella promozione e divulgazione della musica storicamente informata\, con particolare riguardo alla riscoperta di patrimoni musicali inediti\, non tralasciando però la sperimentazione e l’esecuzione di brani di musica contemporanea e rimanendo fedele alla scelta di promuovere i giovani talenti e dare loro la possibilità̀ di esibirsi fianco a fianco con i grandi protagonisti del panorama musicale mondiale.\nTra le tante collaborazioni con i grandi solisti di fama internazionale quelle con Giovanni Sollima\, Dmitry Sinkovsky\, Enrico Onofri\, Gemma Bertagnolli\, Eugenio Bennato\, Tiziano Bagnati\, Giovanni Antonini\, Chiara Zanisi e tanti altri.\nL’associazione MusicaMente\, socia dell’AIAM\, che usufruisce dei contributi del FUS Mibact \, e del FURS regione Sicilia \, organizza anche tournée in Italia e all’estero per la divulgazione dei progetti discografici relativi all’Arianna Art Ensemble e due rassegne\, una estiva e una invernale\, dislocate anche in varie provincie della Sicilia\, con ospiti d’eccezione\, per la diffusione della musica antica.
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SUMMARY:Splendori della triosonata
DESCRIPTION:Note di sala\nPer affermarsi nel campo strumentale\, i giovani musicisti del periodo barocco dovevano superare quella che era di fatto quasi una prova iniziatica\, ovvero riuscire a trovare un editore che pubblicasse una raccolta di triosonate\, un genere che tra il XVII e la metà del XVIII secolo conobbe una fioritura straordinaria in tutti i paesi europei\, dalla Spagna a San Pietroburgo. La triosonata consentiva infatti di testare l’ispirazione e la padronanza tecnica degli aspiranti autori\, che dovevano dimostrare di essere versati sia sotto l’aspetto melodico sia sotto il profilo del virtuosismo\, facendo dialogare brillantemente due strumenti solisti – che in genere erano violini\, flauti dolci e traversieri e oboi – con l’accompagnamento del basso continuo. Una volta superato questo scoglio\, per il giovane compositore si aprivano quasi sempre promettenti prospettive di carriera. A partire dalla prima metà del XVII secolo la sonata – sia solistica sia in trio – si differenziò nei sottogeneri da camera e da chiesa\, la prima costituita da un preludio seguito da una serie di danze e la seconda da una sequenza di movimenti dal carattere contrastante; in seguito\, dalla prima sarebbe derivata la suite – che raggiunse il suo massimo splendore in Francia – e dalla seconda si sviluppò la sonata romantica. Tra i compositori che diedero il contributo più significativo al genere della triosonata vi furono Georg Friedrich Händel e Georg Philipp Telemann\, due dei massimi esponenti del Barocco tedesco\, che nel corso della loro lunghissima amicizia trovarono il tempo per dialogare non solo di musica\, ma anche di fiori (entrambi erano grandi appassionati di botanica). Questa passione per i colori sgargianti e per i profumi intensi trova piena espressione in queste sonate scritte in diverse fasi della loro carriera\, ma sempre intrise di una fascinosa melodiosità\, che continua a conquistare anche il pubblico dei giorni nostri. \n\nL’Accademia del Ricercare è un’associazione di musicisti specializzati nell’esecuzione della musica antica (sec. XI– XVIII)\, nata con l’intento di recuperarne e diffonderne la pratica e la cultura.\nIn oltre vent’anni anni di attività il gruppo\, nelle sue diverse formazioni ha effettuato più di 1.000 concerti ed è stato invitato ad esibirsi per importanti istituzioni musicali\, festival nazionali ed internazionali di alto livello: (Bruges Festival Internazionale delle Fiandre\, Festival de La Chaise Dieu\, Lens Festival Contrepoints\, Bolzano Festival\, Università di Leon Spagna\, I Concerti dell’Accademia Ravenna\, Festival di Musica Antica Graz\, Festival de Musica Espanola de Madrid\, Festival de la Laguna Tenerife\, Festival Internacional de Musica de Galicia\, Festival Internacional de Musica y Danza de Granata\, Festival de Musique et Renaissance di Parigi Ecouen\, Antiqua BZ\, Canto delle Pietre Regione Lombardia e Regione Piemonte\, S. Sempliciano a Milano\, Genova\, Firenze\, Campobasso\, Viadana\, Stresa\, Noto\, Brindisi\, Pantelleria\, Kiel\, Amburgo\, Barcellona\, Alberville\, Barcellonet\, Motril\, ecc… ) riscuotendo\, ovunque si sia proposta\, ottimi consensi di pubblico e di critica.\nNel 2009 ha ricevuto l’incarico dal Governo delle Canarie e dalla società di Musicologia Spagnola di incidere i Villancicos di Diego Duron (Brihuega 1653-Las Palmas de Gran Canaria\, 1731)\, opera che ha suscitato grande interesse per l’appropriata scelta dell’organico strumentale nonché della prassi esecutiva dell’epoca.\nL’Accademia del Ricercare ha finora realizzato 20 registrazioni su CD (edite e distribuite sul mercato internazionale dalla Brilliant\, C.P.O. Elegia\, Tactus\, Stradivarius) il cui successo è confermato dai notevoli volumi di vendita quanto dalle recensioni pubblicate sulle maggiori riviste del settore in Europa.
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SUMMARY:Sospiro
DESCRIPTION:Note di sala\nCome molte nazioni confinanti\, i regni di Portogallo e di Spagna conobbero numerosi periodi di vicinanza – simboleggiati non solo dai molti matrimoni tra famiglie nobili\, ma anche da momenti di grande tensione e di guerra. Probabilmente più che in ogni altra epoca della storia\, il XVI\, il XVII e il XVIII secolo videro la maggiore alternanza tra unione e divisione fra i regni della penisola iberica\, che furono persino uniti sotto un’unica corona tra il 1580 e il 1640.\nAlcune delle testimonianze più evidenti di questa prossimità si trovano nell’arte prodotta in questo periodo: i compositori e i poeti portoghesi\, ad esempio\, scrivevano tanto in portoghese quanto in castigliano. Ne sono esempi notevoli le numerose commedie in castigliano di Gil Vicente (ca. 1465 – ca. 1536) – il massimo poeta del Rinascimento portoghese – così come i numerosi villancicos in castigliano conservati nei canzonieri portoghesi.\nDue strumenti spiccano lungo questi tre secoli: la vihuela (o viola de mão in Portogallo) e la chitarra (o viola in Portogallo). La straordinaria qualità del repertorio dei vihuelisti spagnoli come Luys de Narváez e Luys Milán\, tra gli altri\, non trovò un equivalente in Portogallo nel corso del Cinquecento – o quantomeno non è giunto fino a noi alcun libro a stampa o manoscritto contenente musica di compositori portoghesi per vihuela. Ciononostante\, la presenza della vihuela in Portogallo è ampiamente documentata\, tanto dall’iconografia cinquecentesca quanto dalle fonti letterarie.\nIl repertorio per chitarra barocca – o viola in Portogallo – si sviluppò invece nei due paesi in quantità e qualità comparabili. Mentre la Spagna dava i natali a figure come Gaspar Sanz\, Francisco Guerau e Santiago de Murcia\, tutti icone del repertorio dello strumento\, il Portogallo ci offre le Cifras de Viola – il Manoscritto Musicale 97 della Biblioteca Generale dell’Università di Coimbra [P-Cug MM 97]\, trascritto all’inizio del XVIII secolo da Joseph Carneyro Tavares Lamecense —\, il più ampio manoscritto per un solo strumento dell’intera penisola iberica fino al XVIII secolo\, dedicato in questo caso alla chitarra barocca.\nQuesto viaggio attraverso la musica per vihuela e chitarra barocca in Portogallo e Spagna lungo tre secoli – non diversamente dalla storia politica segnata da amore\, guerra\, riavvicinamento e tensione tra i due paesi – rivela al tempo stesso i parallelismi e le singolarità delle nazioni che insieme formano la zattera di pietra della penisola iberica. \n\nTiago Matias\nOriginario di Aveiro\, in Portogallo\, Tiago Matias ha completato il Corso Superiore di Chitarra Classica al Conservatorio di Musica Calouste Gulbenkian di Aveiro nel 2002\, ottenendo la votazione massima di 20 all’esame finale di chitarra. Nel 2005 ha conseguito il diploma in Chitarra alla Scuola di Musica di Lisbona. Ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi chitarristici\, in particolare il Primo Premio a Música en Compostela (Santiago de Compostela\, 2004) e il Terzo Premio al Concorso Legato (Porto\, 2000).\nCollabora regolarmente con ensemble quali l’Orchestra Sinfonica Portoghese\, il Ludovice Ensemble\, Segréis de Lisboa\, Sete Lágrimas\, l’Orchestra Barocca della Casa da Música e Divino Sospiro\, tra gli altri. Con alcuni di questi gruppi ha inciso 18 album e si è esibito nelle principali sale da concerto e nei festival musicali di tutto il mondo.\nNel 2012\, insieme a Filipe Faria\, ha fondato l’ensemble di musica antica Noa Noa\, con cui ha pubblicato quattro album. Nel 2021 ha registrato e pubblicato il suo primo album solista\, Cifras de Viola\, contenente opere portoghesi inedite per viola (chitarra barocca). L’album è stato uno dei quattro candidati ai Play Awards nella categoria Miglior Album di Musica Classica/d’Arte di quell’anno. Nel 2023 ha pubblicato Sospiro\, un album per vihuela con trascrizioni e arrangiamenti di musica rinascimentale portoghese. Nello stesso anno ha dato alle stampe un libro omonimo\, contenente le intavolature e le partiture dei brani registrati nell’album. Fantasia\, pubblicato nel 2024\, presenta musica contemporanea per tiorba sola composta appositamente per lui da cinque compositori portoghesi. Anche il volume di accompagnamento con le partiture è uscito nel 2024. Fantasia è il primo album al mondo interamente costituito da musica contemporanea per tiorba sola. Sempre nel 2024 ha pubblicato Cordovil\, dedicato all’opera completa superstite per chitarra barocca di José Ferreira Cordovil (ca. 1687–1761)\, prima registrazione in assoluto di questo repertorio. Insieme all’album è stato pubblicato un libro con le trascrizioni delle opere incise. Nel 2025 ha pubblicato il suo quinto album solista\, Sombras\, con l’opera completa inedita per chitarra barocca di António Marques Lésbio (1639–1709).\nNel corso della stagione 2025/2026 intraprende la sua prima tournée mondiale da solista\, con 26 concerti in 12 paesi.\nCome didatta\, ha tenuto masterclass di liuto e chitarra e ha insegnato entrambi gli strumenti al Conservatorio di Musica Calouste Gulbenkian di Aveiro e al Conservatorio Nazionale di Lisbona. È stato direttore del Quartel das Artes (Oliveira do Bairro) dal 2018 al 2024. Attualmente è ricercatore presso il Centro di Studi Classici e Umanistici e dottorando in Studi Artistici all’Università di Coimbra.
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