L’Opera delle Primedonne | Presentazione

La presentazione del volume di Stefania Bonfadelli nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, in collanorazione con l’Associazione Amici del Teatro di San Carlo

Lunedì 12 febbraio (alle ore 17:30, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli) è in programma la presentazione del volume L’Opera delle PrimedonneVite straordinarie di dive del belcanto (edito da Edizioni Lindau). Un incontro a ingresso libero organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro San Carlo, nel corso del quale dialogheranno con l’autrice Stefania Bonfadelli alcuni interlocutori d’eccellenza: Dario Ascoli, Massimo Lo Iacono e Paologiovanni Maione, insieme a Federica Castaldo per la nostra Fondazione.
 
Stefania Bonfadelli è protagonista di una prestigiosa carriera internazionale (avviata da giovanissima) come soprano lirico di coloratura, che l’ha portata a esibirsi nei principali teatri internazionali: la Royal Opera House di Londra, la Bayerische Staatsoper (con La Traviata diretta da Zubin Mehta), il Teatro alla Scala (con La sonnambula e Les dialogues des Carmelites, diretta da Riccardo Muti), la Maestranza di Siviglia (con La Traviata diretta da Placido Domingo), il San Carlo e il Bol’šoj.
 
Il suo volume racconta le storie delle primedonne del belcanto, dalle vite singolari e talvolta drammatiche, accomunate dalle umili origini e dal coraggio di usare il proprio talento per diventare prima di tutto donne libere. In epoche in cui le donne erano abituate a tacere, infatti, il melodramma ha dato alle sue interpreti la possibilità di alzare la voce, rompendo quel muro di silenzio secolare a suon di acuti. Il teatro d’opera ha salvato donne di talento da esistenze miserande e ha offerto loro un riscatto culturale, etnico, economico e sociale. Anna Renzi nel XVII secolo è stata la prima diva donna, imponendosi sui castrati. Vittoria Tesi, nel secolo successivo, è stata il primo contralto di colore della storia, perché nell’opera conta il colore della voce e non quello della pelle. Rosmunda Benedetta Pisaroni, con il viso distrutto dal vaiolo, si esibiva quasi esclusivamente in ruoli da femme fatale. Maria Zamboni, celebre interprete pucciniana, scoprì la sua voce mentre lavorava in filanda, vera testimone di quanto il canto abbia sempre accompagnato il lavoro femminile. Lina Bruna Rasa era invece affetta da squilibrio mentale e trovava solo in palcoscenico il suo baricentro esistenziale; e ancora Bianca Scacciati che, rifiutando un invito del Duce, fu costretta a emigrare in Sud America.
 
Tante vite, tanti racconti di donne straordinarie legate tra loro da un continuum musicale che oltrepassa i secoli, fatto di passione, talento, travolgente femminilità, sacrificio e bisogno di riscatto. Il libro vuol essere un omaggio al teatro d’opera, ma anche un modo per farlo amare a chi non lo conosce, attraverso le sue primedonne.
 

Hai bisogno di informazioni?

Contattaci

Reggio Emilia

Padova

Iscriviti alla Newsletter