Le stagioni di Niccolò Jommelli

A cura di: Maria Ida Biggi, Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione Iskrena Yordanova

35,00


Studio monografico promosso dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, dalla Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dal Comune di Aversa, con la direzione scientifica dei docenti Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione.


Nicolò Jommelli, tra i massimi compositori del Settecento europeo, nacque ad Aversa e si formò a Napoli al Conservatorio di Sant’Onofrio a Capuana e poi a quello della Pietà de’ Turchini. La sua carriera, favorita dagli ambienti aristocratici della capitale, ebbe inizio presso i due teatri dedicati prevalentemente alla “commedeja pe museca”, nei quali il giovane compositore riscosse ampio consenso. Ben presto la sua fama valicò i confini del Regno e da Roma, dove si era recato subito dopo i primi successi, fu a più riprese ingaggiato presso le maggiori piazze del tempo e le grandi corti del continente. Significative furono le sue tappe a Venezia, Madrid, Bologna, Torino, Lisbona e Vienna, città nella quale approdò anche grazie all’appoggio del poeta cesareo Metastasio, che ne apprezzava il talento e le alti doti compositive, tanto da raccomandarlo vivamente a Carlo Broschi in stanza presso i Borbone di Spagna.

Negli anni Cinquanta assunse l’incarico di Oberkapellmeister presso il Duca del Württemberg a Stoccarda, iniziando un percorso drammaturgico che lo inserì di diritto nel novero di coloro che determinarono la riforma della scena musicale della seconda metà del secolo, al pari di Gluck, che – negli stessi anni – provvedeva a rileggere il melodramma in ambito asburgico.

Nonostante i prestigiosi impegni assunti Oltralpe, non si interruppero mai i contatti con l’Italia, in particolare con Roma e Napoli, dove Jommelli fece ritorno alla fine degli anni Sessanta. Qui la sua Armida abbandonata fu oggetto dell’ammirazione del giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart, che ebbe modo di apprezzare l’uomo e l’artista. Morì nel 1774, dopo aver continuato a speculare in ambito teatrale, fornendo ai palcoscenici napoletani e portoghesi opere discusse e ammirate per il fervore della ricerca profuso ancora in tarda età.


Contributi di

Sodano G., Lattuada R., Beniscelli A., Mellace R., Marino M., Seller F., Caroccia A., Cafiero R., Giovani G., Sullo P., Sances G., Sciommeri G., Jacono S., Raimo C., Maione P., Scoccimarro R., Cotticelli F., De Simone P., Maccavino N., Passariello R., Prisco S., Alfonzetti B., D’Ovideio A., Forment B., Menchelli Buttini F., Biggi M.I., Chegai A., Polin G., Mattei L., Tufano L., Candiani R., Fernandes C., Yordanova I., DelDonna A., Chirico T., Pauser M.


Il volume raccoglie gli studi e le ricerche a cura delle seguenti istituzioni:
Università degli Studi della Campania “Vanvitelli”
Teatro di San Carlo di Napoli
Fondazione “Pietà de’ Turchini” – Centro di Musica Antica
Conservatorio di Musica “Francesco Cilea” di Reggio Calabria
Istituto Da Ponte – Neapel-Wien
Istituto Italiano per la Storia della Musica – Roma
Fondazione Cini – Venezia
Universität Wien – Austria
Centro di Studi “Divino Sospiro” di Lisbona – Portogallo


Volume realizzato con il contributo di MIBACT e Regione Campania


1116 |
Napoli, Turchini Edizioni, 2018 |
978-88-89491-16-4 |