Il dovere di rinascere dalle ceneri: una responsabilità condivisa

Dopo l’incendio del Teatro Sannazzaro, un appello alla responsabilità condivisa per sostenere la rinascita dei presìdi culturali

L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca. È un colpo inferto a un presidio culturale che, come molti altri a Napoli e nel Paese, vive in un equilibrio delicato, sostenuto più dalla dedizione quotidiana che dalla solidità delle condizioni strutturali.

I luoghi dello spettacolo dal vivo non sono mai garantiti. Sono spazi complessi, fatti di lavoro, competenze, relazioni, memoria. Quando uno di questi viene ferito, non si interrompe soltanto un cartellone: si incrina una rete di professionalità, si sospende un dialogo con il pubblico, si altera un equilibrio culturale costruito nel tempo.

Per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà alle compagnie, agli artisti, ai tecnici, agli operatori e alle associazioni musicali che hanno trovato in quel teatro uno spazio di progettazione e crescita. Un pensiero particolare va all’Associazione Alessandro Scarlatti, che da dieci anni aveva individuato in quello spazio la propria casa artistica: tra istituzioni culturali, la collaborazione non è cortesia, ma responsabilità condivisa. Nei limiti delle nostre possibilità organizzative, mettiamo a disposizione i nostri spazi per accogliere prove e attività delle realtà temporaneamente prive di sede. È un atto dovuto.

Gli strumenti per il ripristino esistono; ora serve una mobilitazione concreta. Sostenere un teatro significa tutelare un’infrastruttura civile prima ancora che artistica. La rinascita del Sannazaro dovrà essere rapida e condivisa, per restituire alla città non solo un edificio, ma uno spazio di incontro, pensiero e futuro.


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