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Vox clamantis in deserto

La voce dei Profeti fra Antico e Nuovo Testamento

Chiesa di San Rocco a Chiaia
18.30 - 19.30


Allievi del Corso di Canto Gregoriano
Serena Avallone, Alberto Cinquegrana, Luisa Daniele, Carmen Di Peso, Rosaria Esposito, Davide Franco, Nicola Giocondo, Alejandro Garcìa Santibanez, Maria Rosaria Marino, Sylvie Mastrocinque, Lucia Piatto, Francesca Seller, Wiktor Wojcik

Lanfranco Menga direttore


Ingresso libero


con il patrocinio di

Programma
Canti Gregoriani su testi dei Profeti tra Antico e Nuovo Testamento

ECCE ADVENIT  – Introitus – (Malachia)

CONFORTAMINI – Offertorium – (Isaia)

LAETARE JERUSALEM – Introitus – (Isaia)

IUSTUS GERMINAVIT – Alleluja – (Osea)

EMENDEMUS IN MELIUS – Responsorium – (Baruch)

LOCUS ISTE – Gradualis – (Esdra)

DUM SANCTIFICATUS FUEROIntroitus-  (Ezechiele)

STETIT ANGELUS – Offertorium – (Apocalisse di S.Giovanni)

IUDICII SIGNUM – Responsorium – (Canto della Sibilla)

O VIRIDISSIMA VIRGA – Sinfonia – (Hildegard von Bingen)


Vox clamantis in deserto

Nel pur vasto repertorio di Canto Gregoriano, basato essenzialmente su testi salmodici, un posto abbastanza importante occupano i canti su testo dei profeti dell’Antico Testamento. Naturalmente questi brani sono quasi sempre inseriti in celebrazioni particolari dell’Anno Liturgico, dove il testo acquista una importanza particolarmente significativa.

Il Programma proposto vede utilizzati i testi di alcuni  profeti : Malachia, Isaia, Osea, Baruch; Esdra, Ezechiele. Infine Stetit Angelus, su testo tratto dallApocalisse di San Giovanni, che completa la Rivelazione in un grandioso affresco tra origini e futuro.

In conclusione due brani apparentemente fuori contesto: Il canto della Sibilla e una composizione di Hildegard von Bingen. Il canto della Sibilla risale al Medioevo ma riporta una profezia relativa alla fine del mondo e preannunciando la nascita di un bambino (Gesù Cristo) che avrebbe regnato sul mondo. Non a caso anche Hildegard von Bingen (1098-1179) venne soprannominata la Sibilla del Reno, grazie alle sue capacità profetiche, oltre che ad altre sue caratteristiche. La sua grande produzione in campo teologico, musicale, scientifico le hanno meritato il titolo, raro per una donna, di Dottore della Chiesa.

                                                                                              Lanfranco Menga