Turchini Records
La Turchini Records è la neonata etichetta discografica indipendente della Fondazione Pietà de’ Turchini tesa alla valorizzazione di repertori di Scuola Napoletana ed europea coniugandoli con la creazione e composizione contemporanea.
La Turchini Records conferma l’audacia creativa della Fondazione e si affianca alle Edizioni Turchini con l’obiettivo di lasciare un segno permanente dei tanti progetti di cui ha curato la realizzazione.
Last release

Elisa Citterio violino solo
Catherine Jones violoncello solo
Talenti Vulcanici
Elisa Citterio*, Monika Toth*, Katarzyna Solecka, Raffaele Nicoletti*, Andrea Beatriz Lizarraga, isabel Soteras Valenti violini
Maria Bocelli*, Filippo Bergo viole
Catherine Jones*, Cristina Vidoni violoncelli
Federico Bagnasco contrabbasso
Juan Josè Francione tiorba
Davor Krkljus organo
Stefano Demicheli clavicembalo e direzione
*prime parti
Guido Olivieri consulenza musicologica
Prodotto da Turchini Records. Distribuito da NovAntiqua.
Registrato presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, Napoli – 24 – 27 maggio 2022
Andrea Dandolo producer e editing
Bruno Troisi sound engineer
in copertina: © Sergio Fermariello – Guerriero
All’inizio del XVIII secolo, Napoli si afferma come centro musicale europeo di prim’ordine. Il dominio asburgico favorisce gli scambi con Vienna e una nuova generazione di musicisti porta il concerto strumentale a nuovi vertici di virtuosismo, eleganza e rigore. Angelo Ragazzi diventa violinista presso la Cappella Imperiale di Vienna, Francesco Scarlatti e Nicola Matteis ampliano il linguaggio intrecciando influenze francesi e centro europee mentre Nicola Porpora, maestro di Farinelli e Haydn, diventa a Londra una star. Nella seconda metà del secolo, Napoli diventa tappa obbligata del Grand Tour, accogliendo aristocratici inglesi e musicisti come Emanuele Barbella, le cui opere si diffondono rapidamente in tutta Europa.
Absolute Parthenope celebra questa cifra unica: virtuosistica, brillante, e imprevedibile e sempre capace di trasmettere contrasti di affetti con grande intensità. Napoli emerge come protagonista assoluto della scena musicale europea, un ponte tra Nord e Sud Europa, dove la tradizione barocca incontra il gusto cosmopolita del tempo.
Tracklist
Angelo Ragazzi (1680 – 1750)
Concerto per violino “con ripieni” in sol minore
Adagio, Allegro, Adagio – Allegro – Adagio, Allegro
Emanuele Barbella (1718 – 1777)
Concertone per violino solo in sol minore**
In tempo giusto, Largo e staccato di molto e fortissimo, Allegro andante alla polacca
Nicola Matteis Jr. (dopo 1670 – 1737)
Sonata per due violini e bc in sol minore
Grave – Praeludium, Presto, Sarabanda, Gavotte, Largo, Gigue
Francesco Scarlatti (1666 – 1741)
Concerto n. 8 in fa maggiore
Allegro, Largo – [Allegro], Larghetto, Allegro
Nicola Antonio Giacinto Porpora (1686 – 1768)
Concerto per violoncello in sol maggiore
Adagio, Allegro, Adagio, Allegro
Uscite precedenti
Naomi Rivieccio soprano
Talenti Vulcanici
Marcello Scandelli violoncello
Juan José Francione arciliuto e chitarra barocca
Federico Bagnasco contrabbasso
Stefano Demicheli clavicembalo e direzione
Paologiovanni Maione Consulenza musicologica
Prodotto da Turchini Records. Distribuito da NovAntiqua.
Registrato presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, Napoli – 22 – 25 giugno 2022
Andrea Dandolo producer
Renato Grieco sound engineer e editing
in copertina: © Dalisi S.T. penna e acrilici su carta 2011
Il programma è una preziosa antologia di cantate del primo Settecento scelte con sapiente gusto dal musicologo Paologiovanni Maione. Si tratta di composizioni che nel repertorio cantatistico tra Sei e Settecento, detenevano un ruolo preminente nei circuiti privati con lo scopo di allietare le conversazioni nei salotti dell’epoca. Si passa dunque dal tema napoletano adottato da Alessandro Scarlatti con immagini di pastori e sirene a un tono più drammatico e ai madrigalismi di Francesco Mancini, all’esercizio ozioso di Domenico Scarlatti le cui sonate erano destinate allo svago di Maria Barbara di Braganza. Le toccate di Supriani, invece, erano destinate a quel milieu di nobili dediti allo studio del violoncello di cui Supriani rappresenta uno dei maggiori esponenti del primo Settecento. In questo repertorio Napoli, ancora una volta, riesce a salire in scena in una visione che la rende fascinosa e ne consolida, nell’immaginario settecentesco, il rango di città musicalissima.

