
Zêlos. Interpositions Interfaces
Exhibition
24 ottobre | dalle ore 18.00 alle 22.00
Chiesa di Santa Caterina da Siena
Zêlos. Interpositions Interfaces
di Pier Alfeo
Ingresso libero
Zêlos è un’installazione scultorea e sonora che abita la Sala del Coro della Chiesa di Santa Caterina da Siena di Napoli come un organismo in tensione e in ascolto che diventa superficie di proiezione di un’ambiguità irrisolvibile.
Interfacce sospese nello spazio, come echi scultorei delle gelosie conventuali, che in questa stessa tradizione separavano le monache di clausura dallo sguardo del mondo, costruiscono un sistema di mediazione che non risolve, ma esaspera la condizione del confine filtrando la luce, trattenendo il suono, sospendendo il contatto nel momento esatto in cui lo promettono.
Il titolo dell’opera porta in sé un’irriducibile ambiguità. Zèlos, nella radice greca, oscilla tra devozione ardente e possesso soffocante, tra la cura che protegge e la sorveglianza che imprigiona, le gelosie conventuali non sceglievano tra questi poli ma li abitavano entrambi con la stessa indifferenza strutturale. La tecnologia contemporanea, allo stesso modo, che è interfaccia totale con il mondo, non sceglie neppure essa, essa potenzia e limita con lo stesso gesto. La pelle, prima membrana, primo confine, primo territorio mai interamente proprio è nell’opera un correlato organico di questa condizione.
Il materiale sonoro nasce da un’operazione di analisi e di trasformazione della scrittura di Francesco Provenzale, figura emblematica che più di ogni altro abitò il confine sonoro tra il mondo dei laici e la clausura della tradizione musicale napoletana. Dalla sua scrittura, attraverso processi Markoviani, è stato estratto un codice generativo, parte della sua grammatica interna, il suo respiro latente. Una rianimazione per via algoritmica in cui la macchina diventa essa stessa interfaccia di mediazione tra passato e presente, tra corpo e dato, tra ascolto e controllo.
I nodi scultorei dell’installazione, sfere che ospitano gli altoparlanti e diffondono il suono nello spazio, portano incisi sulla loro superficie il motivo ornamentale specifico delle gelosie di Santa Caterina da Siena, il disegno originale della separazione diventa così struttura portante dell’opera, matrice visiva e acustica insieme, e il luogo parla attraverso la propria forma.
L’opera è governata in tempo reale da un software proprietario costruito intorno a un loop di feedback mediato da manipolazione sonora, un sistema che ascolta lo spazio, ne legge le frequenze di risonanza proprie della chiesa e vi si accorda continuamente, trasformando l’architettura acustica del luogo in partitura viva. La chiesa suona attraverso l’installazione, e ogni sessione è irripetibile perché ogni ascolto modifica ciò che verrà ascoltato.
L’ascoltatore non è spettatore ma soggetto attraversato dal suono, dallo spazio, dalla storia di un confine che non ha mai smesso di esistere e che ha soltanto cambiato nome.
Zêlos chiede quanto sottile sia la distanza tra chi installa un interfaccia per connettere e chi la installa per trattenere, se quella distanza esista davvero o sia essa stessa la più antica delle illusioni necessarie.
Zêlos. Interpositions Interfacesfa parte del progetto Timeless, curato dalla Fondazione Pietà de’ Turchini e sostenuto da Art Mentor Foundation Lucerne
Zêlos. Interpositions Interfaces
Pier Alfeo (1985) è un artista del suono e intermediale. La sua ricerca si muove nella soglia in cui il suono non è ancora musica ma comportamento, mettendo in tensione la ripetitività dei sistemi algoritmici con l’imprevedibilità del caos, alla ricerca di una visione autentica di collaborazione tra umano e non umano.
Si è formato in Composizione Elettronica, Informatica Musicale e Multimedia al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e successivamente al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, sotto la guida di Francesco Scagliola, Roberto Pugliese ed Elio Martusciello. Ha approfondito la propria pratica con un certificato in Machine Learning for Musicians and Artists con Rebecca Fiebrink (Goldsmiths University of London) e con studi di ecologia sonora con Makis Solomos e Daniel Teruggi.
Il suo lavoro è stato presentato in sedi e festival internazionali, tra cui la SMC Conference (Graz), il MA/IN Matera Festival (Matera), il NODE Festival (Francoforte), il Muziekgebouw aan ‘t IJ (Amsterdam), Electric Audio Unit (Tallinn), CultureHub (Seoul), il LiveCinema Festival (Roma) e il Flussi Festival (Avellino). Tra le mostre personali, Incisione su Silenzio (Doppelgaenger Gallery, Bari, 2019) e Possible Infinities (Festival Luigi Nono, Giardino di Carlo Scarpa, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, 2025).
È stato finalista al Re:Humanism Art Prize (2023), vincitore nella sezione Arti Elettroniche del Premio Nazionale delle Arti (2019) e del premio “Dynamic Display” alla Biennale Tecnologia di Torino (2020), e ha ottenuto una residenza di ricerca artistica de La Quadriennale di Roma presso la School of Digital Arts di Manchester. Nel 2025, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), presenta il paper Marine Soundscape Ecosystems at Risk: A Data-Driven Spatial-Sound Interactive Experience to Raise Awareness alla SMC Conference di Graz. È inoltre docente di Sistemi, Tecnologie, Applicazioni e Linguaggi di Programmazione per il Multimedia al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.