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Anna. Insana Passio

Teatro di Palazzo Donn’Anna
19.00 - 20.30


sabato 25 ottobre | ore 19.00
Teatro di Palazzo Donn’Anna, Napoli

INAUGURAZIONE STAGIONE 2025/26
OLTRE

Anna. Insana Passio

Chiara Vitiello attrice
Marta Ciappina danzatrice
Fernando Manassero live electronics

Talenti Vulcanici
Pablo Valetti violino
Sara Bagnati, Gianluca Saggini viole
Marius Malanetchi violoncello

Margherita Pupulin direzione, concezione, regia e violino

Giuliana Carbone direzione di scena
S.I.R.T. srl allestimento scenico
Carmen Battagliese costumi

nell’ambito delle celebrazioni di Napoli 2500 – direzione Artistica Laura Valente

una nuova produzione Fondazione Pietà de’ Turchini
in coproduzione con Fondazione Ezio De Felice
con il sostegno del Comune di Napoli
in collaborazione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

 

Posti limitati – prenotazione obbligatoria scrivendo a segreteria@turchini.it

 

 

 

 

 


Anna. Insana Passio

Note di regia
Insana Passio è uno studio fantasmagorico sul narcisismo: la pulsione cieca a trionfare, che non distingue amore da potere e genera mostri di grandezza e rovina. Giganti fragili, inafferrabili al giudizio: la loro corsa cieca lascia smarriti fra invidia e repulsione. Perché una viceregina, la cui mano era stata per sette anni la più ambita d’Europa, morì nei trent’anni misconosciuta e infestata di pidocchi?

È per rispondere a questa domanda che nasce Insana Passio: un’indagine su Anna Carafa della Stadera (1610-1644), creatura mitica e insieme storica, che incarna il nodo inestricabile di splendore e rovina, e che diventa, a 2500 anni dalla fondazione di Napoli, emblema della città stessa: passionale, inconciliabile, abbagliante e spaventosa.

Ispirato da fonti storiche e dalle riflessioni psicoanalitiche di Alexander Lowen, lo spettacolo ideato da Margherita Pupulin è un tributo in bilico fra biografia e mito: anatomia poetica della dinamica narcisistica, voce ambigua di una donna restituita alla contemporaneità. I ricevimenti di Anna Carafa della Stadera a Palazzo Donn’Anna di Posillipo restano celebri per lo sfarzo e per le catastrofi che generavano: duelli, sparizioni, amori anticonvenzionali e aborti fatali. E mentre Napoli gemeva sotto miseria, assedi e il giogo della corona spagnola, il viceré e la viceregina danzavano sulla soglia della morte, accrescendo il proprio potere e piacere.

Invitato all’ultimo grande ricevimento di Donn’Anna, il pubblico viene esposto alla rappresentazione della sua fine, in un crescendo vorticoso di danza, musica e parole. È l’amore-morte (o amore-potere) nella sua declinazione partenopea  estrema, intrisa di poesia e gravida di orrore — a farsi protagonista. Un sentimento che oggi chiameremmo ‘amore tossico’, con la sua pletora di nomi del presente: gaslighting, love bombing, ghosting. Ed è proprio un ghosting totale quello che Anna subì in fin di vita: la donna un tempo più ambita d’Europa lasciata sola, disconosciuta, infestata di pidocchi.

Così la Pupulin ha scelto di rappresentarla: una fantasmagoria di presenze assenti, specchio di una vita che si dissolve nel proprio vuoto interiore. Alle musiche di Trabaci, Gesualdo, De Macque e Falconiero, alcune in arrangiamenti originali della Pupulin, si accosta l’intervento distruttivo della musica elettronica del compositore e performer argentino Fernando Manassero: strumenti analogici e sistemi di feedback catturano scarti, riverberi, frequenze appena udibili — veri e propri fantasmi sonori. La presenza dei nastri magnetici è tributo all’utilizzo che ne è stato fatto per catturare le voci dei fantasmi durante le sedute spiritiche, e tornano qui a veicolare presenze, memorie, ossessioni.

Assieme alla voce attoriale di Chiara Vitiello, a tratti amplificata e distorta, che prende corpo nei gesti della coreografia contemporanea di Marta Ciappina — interprete radicale della scena europea, capace di trasformare il corpo in fenditura oracolare, il coro “senza parole” di un quintetto d’archi tesse la tragedia di Anna.

La sua storia destinata a sfidare i tempi, come il suo palazzo incompiuto.

Margherita Pupulin
Violinista, autrice e multi-performer, Margherita è il frutto di un’educazione intermittente, eclettica e in gran parte autodidattica.
Formata alla musica in seno alla famiglia, sin dall’infanzia getta ponti fra due mondi: quello della musica e quello della poesia e del teatro.
La sua musica è il frutto dell’innesto fra polifonia tardo rinascimentale, musica tradizionale e pratiche di performance contemporanea, incluse l’improvvisazione libera e la musica elettronica.
La sua ricerca gravita attorno a temi esistenziali quali l’identità, il senso, la frammentazione del sé, l’amore, con un’attenzione particolare alla specificità esistenziale femminile.
Il suo progetto di recital Il Violino Fantastico, sostenuto dalla Fondazione Pietà dei Turchini di Napoli, ha ottenuto riconoscimento internazionale, ed è stato ospitato, fra altri, dall’Innsbrucker Festwochen Der Alten Musik e dal Cervo Music Festival.
La sua prima creazione teatrale, Il Palazzo di Atlante, ha debuttato al Festival Musical de Namur nel 2022. L’opera – che include 9 musicisti, un attore e un ballerino – è una reinterpretazione libera e contemporanea dell”Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam, un questionamento aperto sul valore dell’irrazionale, del sogno e del mistero.
Margherita ha studiato, fra altri, con Riccardo Minasi e Pablo Valetti, e si è diplomata con menzione al conservatorio di Torino sotto la guida di Fabio Biondi. Ulteriori studi – non finiti – includono Musicologia all’Università di Pavia, Letterature Moderne Comparate all’Università di Torino e Improvvisazione e musica elettronica presso la Musik Akademie di Basel.

Chiara Vitiello
Classe ’87. Si diploma a 14 anni all’Accademia V . Bellini di Napoli. La sua formazione prosegue al “Theatre de Poche” e nel 2014 consegue il diploma di Mimo Corporeo nel corso tenuto dal M° Michele Monetta. Frequenta numerosi stages con artisti come Elena Bucci, Giuseppe Marini, Jean Paul Denizon, Michele Schiano di Cola, Alfonso Postiglione, etc.
Nel 2007 incontra il regista Giovanni Meola, con il quale lavorerà a diversi spettacoli (“Mannaggia al diavoletto”, “Le preziose ridicole”, “Arcangelo S. Omicida”, “Tre. Le sorelle Prozorov.”, “Trilogia dell’indignazione” e cortometraggi (Il Sospetto, Una breve vacanza) con Massimo Dapporto, Giulio Scarpati e Daniela Marazita.
Successivamente, sarà poi diretta da registi come : Gigi di Luca (“Appassionata”) Lello Serao (“Garage”) Gianfelice Imparato (“Post fata resurgo”), Nico Mucci (“Dentro di me”, “Il cantare di Bertoldo”), Ferdinando Smaldone (“Piccole donne”, “Streghe”), Luigi Credendino (“Napoli Sotterranea”).
Nel 2014 partecipa a festival internazionali con lo spettacolo “La danse des amantes” diretto dalla regista Sarasole Notarbartolo. L’anno successivo, è Nerissa ne “Il Mercante di Venezia” e Polissena in “Ecuba”, entrambi gli spettacoli con la regia di Laura Angiulli, direttrice artistica del “Teatro Galleria Toledo”. Nel frattempo, grazie alla compagnia BBM Production consolida la sua esperienza nel teatro ragazzi, interpretando i testi scritti da Ivan Luigi Antonio Scherillo (“Il giudice e la ragazzina”, “Lui”, “In catene”). Lavora nel campo del teatro ragazzi anche con spettacoli in lingua inglese come “Cinderella” nell’adattamento di Roberto Matteo Giordano dell’omonima favola e nel 2018 “Romeo and Juliet”, in un adattamento moderno di “Romeo e Giulietta”.
Nel 2017 entra a far parte della compagnia “Il Demiurgo” con lo spettacolo “Carte da legare”, al quale seguiranno, negli anni, “Il ritratto di Dorian Gray”,“Amleto” (adattamenti e regia di Franco Nappi), ”Tartufo” di Molière, “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Wilde (entrambi diretti da Carlo Sciaccaluga), “La bisbetica domata” di W. Shakespeare (regia di Franco Nappi e Chiara Vitiello) e tanti altri.
Nell’estate 2017 partecipa al Napoli Teatro Festival con lo spettacolo di Roberto Andò “In attesa di giudizio” con Giovanni Esposito e Fausto Russo Alesi. Poco dopo, debutta al teatro Augusteo ne “La banda degli onesti“, diretto da Gaetano Liguori.
Nella stagione 2018/19 è in scena con lo spettacolo “Jenga. L’ultima mossa del becchino.” di Alberto Mele e Marco Montecatino (selezionato per la sezione osservatorio del Napoli Teatro Festival 2019), Juorne di Diego Sommaripa (Miglior testo, Premio giuria popolare, candidatura come miglior attrice ai “Corti della formica 2017, Premio Calandra 2022 per la giuria popolare) “Yerma. ‘A jetteca.” da F. G. Lorca, di Fabio Di Gesto (vincitore premio Rebù 2018) e “629. Uomini in gabbia” diretto da Mario Gelardi (debutto al Ntf 2019 nella sezione italiana). Dal 2019, inoltre, prende parte a cortometraggi come “La conversione” di Gianluca Andreano e alcune serie tv come “Vivi e lascia vivere” diretta da Pappi Corsicato, “Mina Settembre”, “Gomorra”, “Resta con me” etc. e nel 2020 al film “I fratelli De Filippo” con la regia di Sergio Rubini. Nel 2021 e 2022 è nel cast di “Biografie di artisti sconosciuti” diretto da Mario Gelardi, Megastark di Luigi Leone per la regia di Andrea Cioffi, “La resistenza negata” di Fortunato Calvino e “La congiura del Fiesco” di Schiller, diretto da Carlo Sciaccaluga e prodotto dal Teatro Stabile di Genova.
Negli ultimi anni, ha consolidato la sua collaborazione con i Teatrini, debuttando con lo spettacolo “Pietro saltatempo”. Nel 2024 e 2025 ha preso parte alla rassegna “Racconti per ricominciare” con lo spettacolo “Piccoli miracoli e altri tradimenti” dal testo di Valeria Parrella e la regia di Claudio di Palma.

Marta Ciappina
Danzatrice e didatta, Marta Ciappina si forma a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Come danzatrice affianca Alessandro Sciarroni, Michele Di Stefano, Marco D’Agostin, Anagoor, Simona Bertozzi, Chiara Bersani, Elisabetta Consonni, Tiziana Arnaboldi, Daniele Albanese, Daniele Ninarello. Ariella Vidach. Come docente collabora con la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano diretta da Claudio Longhi, con il corso di Alta Formazione diretto dalla Compagnia Arearea, con la Biennale Danza di Venezia diretta da Wayne McGregor e con il progetto DA.RE diretto da Adriana Borriello. Come drammaturga del corpo e movement coach cura La casa d’Argilla, Andrea Chiodi, Kepler 452, Veronica Cruciani. Nel 2022 riceve il Premio Danza&Danza come interprete e nel 2023 il Premio Ubu come perfomer. 

Fernando Manassero
Compositore e performer con sede a Basilea. Lavora con diversi supporti, tra cui strumenti acustici modificati, voci elaborate, oggetti, sintetizzatori ed elementi scenici quali luci, scenografie e video. Nelle sue opere affronta temi della cultura contemporanea attraverso la musica e i media, concentrandosi su argomenti quali la rete, la memoria collettiva, la nostalgia e l’immaginario del futuro. Questi elementi plasmano sia le idee che il suono delle sue composizioni.
Lavora spesso in modo interdisciplinare e collabora con performer, artisti e programmatori, combinando strumenti acustici con tecnologie in disuso, media digitali o materiali di recupero. Lavora sia con partiture tradizionali che con sistemi aperti. La sua estetica attinge alla cultura retrò, alla fantascienza, alla parodia e all’umorismo, creando mondi sonori ibridi che riflettono le tensioni e le sovrapposizioni tra passato, presente e futuri possibili. Il suo lavoro esplora come il tempo, la memoria e la tecnologia modellano la nostra vita quotidiana.
Fernando ha studiato composizione multimediale alla HEM Genève e alla UNC e improvvisazione alla Hochschule für Musik Basel. Ha anche partecipato all’Ircam Cursus. Ha inoltre studiato con Chaya Czernowin e Steven Takasugi all’Università di Harvard, Juan Carlos Tolosa e Gerardo Gandini.
Le sue opere sono state presentate in rinomati festival e istituzioni in tutto il mondo, tra cui Festival Éclat, Sonic Matter, Klang, Manifeste, MA/IN, Musica in Prossimità, Classical Next, Biomechanics Moscow, DAC-Taipei, System Shanghai, Buenos Aires Contemporary Music Festival, Gare du Nord e Colon Theatre Experimentation Center, da ensemble e solisti internazionali.

Talenti Vulcanici
L’ensemble Talenti Vulcanici nasce nel 2011 dalla spinta e dall’esperienza maturata nel precedente ventennio dalla Fondazione Pietà de’ Turchini, pioniera nell’aver introdotto al pubblico napoletano repertori musicali per lo più ignoti o dimenticati, eseguiti da artisti di chiara fama provenienti da tutta Europa. Regolarmente coinvolto a Napoli in occasione delle produzioni della Fondazione, esplora nuovi percorsi musicali rileggendo con una tensione contemporanea l’eredità di grandi maestri del passato e riportando alla luce pagine musicali inspiegabilmente dimenticate, abbracciando repertori di Scuola musicale napoletana vocale e strumentale, sacri e profani, dialogando con il teatro e la drammaturgia.
Il compositore Fabio Vacchi, che ha scritto per Talenti Vulcanici un brano inedito dal titolo Partenope l’Eterna, oggetto di una prossima uscita discografica, così ne descrive l’anima e l’operato: ”L’aspetto più straordinario è forse la compresenza di rigore e fantasia, di approfondimento e capacità di comunicare emozioni. Il che li rende pregevoli non solo nel barocco, ma anche nel classico, nel moderno, e nel postmoderno”. L’ensemble ha richiamato l’interesse di molti festival e istituzioni nazionali e internazionali, ed ha avuto direttore ospite Christophe Rousset. Ha preso parte a numerose rassegne e festival tra cui Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Concerti del Quirinale, l’Accademia Musica Antica Milano, Muse Salentine, Oude Muziek Utrecht, il Festival Barocco Alessandro Stradella, Stockholm Early Music Festival, Napoli Teatro Festival, Ravello Festival, Festival Wunderkammer – il museo delle meraviglie del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Festival Entroterre, Jeansmusic Festival di Matthieu Mantanus, i festival di Collegium 1704 e Collegium Marianum a Praga.