Mandol’in Canto

Il progetto nasce dall’intento di mettere in comunicazione, coniugandole, due esperienze formative e musicali preesistenti e consolidate, dalla forte capacità inclusiva: l’Orchestra a Plettro della Penisola Sorrentina e Le Voci del 48.

L’Orchestra a Plettro della Penisola Sorrentina nasce nel 2020, su iniziativa di Michele de Martino, con l’intento di promuovere la riscoperta del repertorio mandolinistico e la volontà di stimolare la nascita di nuove composizioni dedicate a questa tipologia di formazione. Con un occhio vigile alle nuove generazioni, OPPS ha attivato ad ottobre 2022 un corso completamente gratuito di mandolino rivolto a ragazzi dai 10 ai 18 anni (OPPS Junior) che in qualche modo vuole rimediare ad un vuoto di offerta formativa che vede il mandolino escluso dalla lista degli strumenti musicali nelle scuole secondarie di primo grado, creando un profondo deficit di base nella tanta sbandierata verticalità curricolare. Il progetto ha il merito di aver unito maestri di comprovata esperienza e giovani e giovanissimi, mettendo a confronto generazioni diverse nell’ottica di tradizione, nel senso di passaggio, di scambio di pratiche e saperi da maestri ad allievi, uniti dalla passione per uno strumento dalla straordinaria versatilità timbrica e melodica come il mandolino.

Il ​​Coro Le Voci del 48 nasce come coro a voci bianche nell’anno 2009 nell’ambito di una serie di iniziative intraprese dall’allora 48° Circolo Didattico di Napoli che opera, tuttora, in regime di Istituto Comprensivo ad indirizzo musicale, nella periferia orientale di Napoli. Il complesso tessuto di quest’area ha determinato infatti scelte istituzionali volte ad offrire specifiche opportunità formative. Negli anni, una costante attenzione ha favorito la crescita qualitativa oltre che numerica di questa realtà corale consentendo la costruzione di un repertorio gradualmente più complesso ed articolato.

L’idea è quella di indagare il forte rapporto che lega Napoli alla musica ed è la base su cui poggia l’intera operazione. Tale connubio supera anche i più comuni stereotipi che vorrebbero relegare tale relazione in confini ben più stretti. Si potrebbe parlare dei rapporti che con la città ebbero i musicisti ‘colti’ del rinascimento, come Orlando di Lasso o di come, al contrario, musicisti della scuola napoletana, da Cimarosa a Traetta, erano richiesti dalle famiglie imperiali russe a San Pietroburgo. Ma a Napoli si consolidano anche esperienze musicali che nascono dal basso, tra villanelle, moresche e altre forme popolari, fino a giungere nell’800 alla Canzone napoletana d’autore. Musicisti di spessore, come ad esempio Stravinsky, con il Pulcinella, hanno continuato ad omaggiare e a rivolgere, in qualche modo, il proprio sguardo ad una città che evidentemente esercita un irresistibile fascino su artisti e, nella fattispecie, su musicisti di ogni tempo. Obiettivo della presente proposta è quello di offrire una prospettiva timbricamente poco usuale per ripercorrere anche solo una piccola parte di questa storia, una veste piuttosto insolita (coro e plettri) per celebrare questo forte legame.

 

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