Requiem di Gaetano Panariello
Dall’antica alla contemporanea pratica nel segno della “Scuola Napoletana”
Ciclo a cura di Gaetano Panariello
In collaborazione con La.Vi.Co (Laboratorio vivo di composizione)
Per la giornata della memoria
Coro della Pietà de’ Turchini
Giuseppe Lettiero, vibrafono
Questo REQUIEM da camera, dalle tinte intime e raccolte, si pone nel solco della tradizione: il testo è musicato interamente nei suoi tredici numeri più la ripetizione del Requiem aeternam iniziale (Requiem aeternam, Kyrie, Dies Irae, Tuba mirum, Rex tremendae, Recordare – Confutatis, Lacrimosa, Domine Jesu, Hostias, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei, Requiem aeternam).
La prima esecuzione, in forma ridotta con soli pianoforte e vibrafono, è avvenuta a Napoli nel marzo 2010 nella chiesa di S.Caterina da Siena per la stagione del Centro di Musica Antica. La versione attuale, realizzata per il Concerto della Memoria, mantiene invariato l’assetto vocale (solisti e coro) ma allarga l’ensemble strumentale all’organo
Ogni singolo numero ha un suo “suono speciale”, definito da un proprio particolare colore sonoro, determinato sia dall’uso delle voci che degli strumenti scelti di volta in volta . Il testo del Requiem si rivela così la vera chiave di lettura di tutta l’opera : genera le emozioni e i suoni che entrano nell’ascoltatore e da lui escono per aleggiare nella sala, perché ogni gesto musicale appartiene a determinate parole. Si è così invitati non al solo ascolto emotivo, ma ad un sentirsi completamente partecipi del suo insieme fortemente evocativo fino ad accorgersi di essere completamente calati in una preghiera collettiva.
Le voci soliste (alcune con un rilievo maggiore – su tutte, il tenore – ) rappresentano le voci di anime che vengono occasionalmente fuori dalla massa (l’intero coro) ma che rientrano nella massa come attirate dalla stessa e dalla quale non possono definitivamente staccarsi.
L’Hostias raffigura, al momento dell’Offertorio, la preghiera collettiva per la quale non c’è presenza strumentale: è la voce pura degli uomini e delle donne (dei fedeli riuniti in preghiera) che ricordano le anime delle quali memoriam facimus e per le quali si invoca il passaggio dalla morte alla vita eterna.
L’opera si allontana dalla tradizionale rappresentazione musicale del terrore dell’uomo serrato in un confronto con la propria natura, della sua ribellione di fronte alla morte, del suo sgomento alla soglia dell’ignoto, descrive piuttosto la disillusione e la tristezza dell’uomo contemporaneo di fronte alla consapevolezza del suo essere limitato.
Gaetano Panariello, compositore e didatta napoletano, è stato allievo di Aladino Di Martino e Franco Donatoni per la composizione e di Carmen Gambardella e Tita Parisi per il pianoforte. Docente nei Conservatori Italiani dal 1982, dal 2008 è titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio di musica “S. Pietro a Majella” di Napoli. E’ stato docente a contratto di Musicologia presso l’Università degli studi di Salerno. Dal 2000 al 2005 è stato Direttore del Conservatorio di musica “D. Cimarosa” di Avellino. Attivo dal 1980 come autore di musica lirica, sinfonica e da camera, ?gura nelle programmazioni del Teatro San Carlo di Napoli già dal 1992 con il balletto Immago, divenendone subito uno dei principali compositori-ospiti: Il Guarracino, Biancaneve, Sogno di una notte di mezza estate, Pinocchio, I Cantori di Brema, Al lupo, al lupo, Viaggio in Italia, Peter Pan, Un bambino di nome Gennaro, alcune delle opere espressamente composte per il Massimo napoletano e replicate con successo e riconoscimenti della critica al Nuovo Piccolo di Milano nelle stagioni della Scala, al Palazzo Tè di Mantova, al Teatro Giuditta Pasta di Saronno, alla Scuola Civica di Milano, al Piccinni di Bari, al Rendano di Cosenza, al Verdi di Salerno, al Gesualdo di Avellino, al Ravello Festival, al Festival Nuova Consonanza di Roma…) La carriera internazionale, oltre che in Europa, lo ha visto presente negli Stati Uniti con importanti commissioni (inaugurazione del CAC Center of Tulsa in Oklahoma nel 2006; celebrazione del 25° della fondazione della John Hopkins Orchestra di Baltimora nel 2008 (Triplo Concerto per pianoforte, oboe, fagotto e orchestra e successiva touneè nel New Jersey nel 2009) ed in Brasile (Il libro degli esseri immaginari). Autore di musica sacra (due oratori – Nativitas e Sacrum Opus – un Requiem, un Magni?cat per tre cori, numerosi Mottetti e composizioni sacre entrate stabilmente nel repertorio di prestigiose associazioni corali di tutto il mondo) ha pubblicato ed inciso musica per Casa Musicale Sonzogno (Milano), Simeoli (Napoli) E.S.I. (Edizioni Scienti?che Italiane), Casa Editrice Gruppo Elettrogeno (Roma). A partire dal 2016 ha avviato un percorso di residenza artistica con un gruppo di allievi riuniti sotto la sigla La.Vi.Co. (Laboratorio Vivo di Composizione) per la Chiesa di San Rocco in collaborazione con la Fondazione Pietà de’ Turchini, dal titolo “La Scuola Napoletana nella contemporanea pratica”.
Davide Troia, diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro con C. Pagliuca, in Composizione con A. Di Martino e G. Panariello, in Strumentazione per Banda, in Pianoforte e in Canto, ha frequentato il corso biennale di perfezionamento in Direzione di Coro con Norbert Balasch presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia a Roma, il corso di Direzione di Coro, pratica corale e vocalità antica “R. Goitre” con G. Acciai, corsi sulla musica corale contemporanea con B. Zanolini, G. Hollerung, G. Graden. Ha seguito seminari di musica antica con C. Cavina, G. Banditelli, C. Ansermet, R. Invernizzi, A. Florio, e alla Civica Scuola di Musica di Milano con R. Gini e C. Miatello. E’ fondatore e direttore, dal 1990, del Coro Polifonico “Exsultate Deo”, alla cui guida ha partecipato a prestigiosi festivals e ottenuto riconoscimenti e premi in concorsi nazionali ed internazionali. Dal 2013 dirige il Coro della Pietà de’ Turchini e dal 2015 il Coro di voci bianche di San Rocco.
Af?anca all’attività di direttore quella di controtenore, svolgendo attività solistica e in gruppi vocali. Ha realizzato numerose elaborazioni per coro; ha ricoperto il ruolo di giurato in importanti concorsi di Composizione Corale. E’ docente di Direzione di Coro e Composizione Corale presso il Conservatorio “L. Canepa” di Sassari.
CORO della Pietà de’ Turchini Nato nel 2013 dal progetto “liberi di cantare” per la valorizzazione della Chiesa di San Rocco a Chiaia, il coro riunisce 40 elementi ed è af?dato alla direzione di Davide Troìa. Il repertorio esplorato è molto vasto: sacro, profano e popolare, a cappella e con strumenti, dal Rinascimento al Contemporaneo. La partecipazione al Coro è aperta a tutti e avviene attraverso audizioni periodiche, esso si pone come obiettivo principale quello di accostarsi alla musica e all’attività concertistica in maniera gioiosa. In meno di 3 anni di vita ha già portato a compimento diversi progetti ed eseguito molti concerti per la stagione del Centro di Musica Antica e per altre rassegne in Campania.
SOPRANI
- Rosa Andreone*
- M. Teresa Cataldi
- Graziella D’Acierno
- Renata Greco
- Maria Pia Prisco
- Valentina Scepi
- Lia Scognamiglio*
- Rosanna Sodano*
- Fabrizia Spada
- Antonella Venditti
CONTRALTI
- Antonella Ausanio*
- Eleonora Brescia
- Daniela Candreva
- Paola Ciranni
- Tiziana De Bellis*
- Carla Ranavolo
- Gabriella Sisillo*
- Marilia Tortora
- Marina Vagnoni
- Elena Vellusi
TENORI
- Salvatore Di Fraia
- Daniela Esposito
- Roberto Franco
- Giovanna La Fianza*
- Salvatore Morelli
- Lucia Pariante
- Leopoldo Punziano*
- Gabriella Valente
- Edgardo Visciola
BASSI
- Fulvio Acciavatti
- Enzo Bucciero
- Carlo Calabrò
- Claudio Ciliberti
- Giuseppe Di Prisco
- Aldo Fiorillo
- Stefano Di Fraia*
- Sergio Petrarca
- Vincenzo Vasca
* voci soliste
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