Absolute Parthenope: il suono di Napoli torna protagonista

Absolute Parthenope è disponibile in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali, per Turchini Records

Absolute Parthenope è disponibile in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali, per Turchini Records. Il disco racchiude il vertice del repertorio strumentale napoletano del Settecento e ne celebra la forza innovativa, la brillantezza virtuosistica e la sorprendente modernità espressiva. Non è soltanto una nuova pubblicazione discografica, ma un progetto che riafferma il ruolo di Napoli come capitale musicale, ponte ideale tra Nord e Sud Europa, tra arte di corte e vita pubblica, tra tradizione e cosmopolitismo.

L’album è diretto da Stefano Demicheli, anche al clavicembalo, e interpretato dalla violinista solista Elisa Citterio, dalla violoncellista solista Catherine Jones e dai Talenti Vulcanici, ensemble nato in seno alla Fondazione e formato da giovani musicisti specializzati nel repertorio storico. Insieme danno voce a pagine di straordinaria complessità tecnica e forza espressiva, valorizzando la scrittura concertante con sensibilità stilistica e brillantezza virtuosistica.

Il programma propone il Concerto per violino con ripieni di Angelo Ragazzi, il Concertone per violino solo di Emanuele Barbella, una Sonata di Nicola Matteis Jr., il Concerto n. 8 di Francesco Scarlatti e il Concerto per violoncello di Nicola Antonio Giacinto Porpora. Alcuni di questi brani vengono eseguiti per la prima volta in assoluto in epoca contemporanea, a testimonianza del lavoro di scavo musicologico e di ricostruzione che costituisce una delle cifre più distintive della Fondazione Pietà de’ Turchini.

Absolute Parthenope, come emerge anche dalle note di copertina curate da Guido Olivieri, restituisce l’immagine di una Napoli che, all’inizio del XVIII secolo, si afferma come centro musicale europeo di primo ordine. Dopo il 1707, con l’avvio del dominio asburgico, la città entra in una fitta rete di scambi con Vienna e si apre a nuovi orizzonti politici e culturali. In questo clima nasce una generazione di musicisti formatisi nei conservatori cittadini, destinata a portare il concerto strumentale a livelli inediti di virtuosismo, eleganza formale e rigore contrappuntistico.

I virtuosi napoletani si impongono sulla scena internazionale non solo per l’altissimo livello tecnico, ma anche perché promotori di un nuovo gusto musicale capace di influenzare profondamente il rinnovamento del linguaggio e delle forme compositive nel corso del secolo. Angelo Ragazzi, poi violinista presso la Cappella Imperiale di Vienna, unisce nei suoi concerti l’inventiva melodica partenopea a un saldo controllo architettonico. Francesco Scarlatti, attivo tra Napoli, Vienna e Londra, amplia il linguaggio corelliano intrecciandolo con influenze francesi e centroeuropee. Nicola Matteis Jr., artista cosmopolita tra Londra e Vienna, fonde suggestioni italiane e gusto internazionale in una scrittura che rivela pienamente la sua esperienza europea.

La Sonata in sol minore di Matteis Jr., proposta nell’album in prima esecuzione in epoca contemporanea, ne è un esempio eloquente. L’apertura con un Preludio Grave dal ritmo puntato e il successivo Presto in stile fugato richiamano quasi la struttura di un’ouverture francese, mentre movimenti come la Sarabanda, la Gavotta, il Largo e la Giga intrecciano i tratti della sonata con quelli propri della suite di danze. Con Nicola Porpora, maestro di Farinelli e di Haydn, il concerto napoletano raggiunge invece un equilibrio compiuto tra cantabilità e virtuosismo, proiettando la scuola partenopea al centro della scena europea.

In questo contesto Napoli diventa anche una tappa imprescindibile del Grand Tour: aristocratici e viaggiatori inglesi animano i salotti cittadini, mentre musicisti come Emanuele Barbella vedono le proprie opere diffondersi rapidamente oltremanica. Il disco restituisce così un affresco sonoro in cui il concerto napoletano si rivela linguaggio identitario e insieme internazionale, capace di intensità teatrale e raffinatezza tecnica.

Con questa nuova pubblicazione, confermiamo la nostra vocazione: non solo custodire la memoria musicale di Napoli, ma restituirla al presente attraverso progetti di alto profilo artistico e scientifico, capaci di riportare alla luce un patrimonio che ha contribuito in modo determinante alla definizione dell’identità musicale europea. Absolute Parthenope non è soltanto un disco, ma un vero atto culturale, che rilancia con forza la centralità di Napoli nella storia del Barocco europeo.

L’opera in copertina è di Sergio Fermariello.

Ascolta il disco su:


Info: info@turchini.it

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