Absolute Parthenope

Esce il 15 aprile per Turchini Records l’album Absolute Parthenope, disponibile in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali

La Fondazione Pietà de’ Turchini è oggi una delle realtà più autorevoli nella ricerca, tutela e diffusione del patrimonio musicale storico di Napoli. Con un lavoro sistematico e rigoroso, la Fondazione indaga in particolare la tradizione barocca e la Scuola napoletana, riportandone alla luce repertori spesso dimenticati e mettendone in evidenza i profondi legami con la coeva produzione musicale e teatrale europea. Negli anni ha costruito un vero e proprio “sistema Turchini”, un ecosistema culturale articolato che comprende progettazione artistica, produzione, editoria e discografia – dalla casa editrice Turchini Edizioni alla label Turchini Records – che consente di promuovere in piena autonomia capolavori raramente eseguiti e di restituire centralità a un repertorio che ha segnato in modo decisivo la storia musicale europea.

Nel solco di questa missione esce il 15 aprile per Turchini Records l’album Absolute Parthenope, disponibile in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali, un progetto che racchiude il vertice del repertorio strumentale napoletano del Settecento e ne celebra la forza innovativa, la brillantezza virtuosistica e la sorprendente modernità espressiva. Il disco propone il Concerto per violino con ripieni di Angelo Ragazzi, il Concertone per violino solo di Emanuele Barbella, una Sonata di Nicola Matteis Jr., il Concerto n. 8 di Francesco Scarlatti e il Concerto per violoncello di Nicola Antonio Giacinto Porpora. Alcuni di questi brani vengono eseguiti per la prima volta in assoluto in epoca contemporanea, a testimonianza del lavoro di scavo musicologico e di ricostruzione che è cifra distintiva della Fondazione.

L’album è diretto dal direttore musicale Stefano Demicheli, anche al clavicembalo, e interpretato dalla violinista solista Elisa Citterio, dalla violoncellista solista Catherine Jones e dai Talenti Vulcanici, ensemble nato in seno alla Fondazione e formato da giovani musicisti specializzati nel repertorio storico, insieme mettono in musica pagine di straordinaria complessità tecnica e forza espressiva, valorizzando la scrittura concertante con sensibilità stilistica e brillantezza virtuosistica.

Absolute Parthenope restituisce, secondo quanto emerge dalle approfondite note di copertina a cura di Guido Olivieri,  l’immagine di Napoli come capitale musicale, un ponte ideale tra Nord e Sud Europa, tra arte di corte e vita pubblica, tra tradizione e cosmopolitismo. È un affresco sonoro in cui il concerto napoletano si rivela linguaggio identitario e insieme internazionale, capace di intensità teatrale e raffinatezza tecnica.

Infatti, all’inizio del XVIII secolo Napoli si afferma come centro musicale europeo di primo ordine in seguito al dominio asburgico, instaurato nel 1707, che favoriva un’intensa rete di scambi con Vienna aprendo nuovi orizzonti politici e culturali. È in questo clima che nasce una generazione di musicisti, formatisi nei conservatori cittadini, destinata a portare il concerto strumentale a livelli inediti di virtuosismo, eleganza formale e rigore contrappuntistico. I virtuosi napoletani si affermano infatti sulla scena internazionale non solo per l’avanzato livello tecnico, ma soprattutto perché promotori di un nuovo gusto musicale destinato, nel corso del secolo, a influenzare significativamente il rinnovamento del linguaggio e delle forme compositive. Absolute Parthenope propone le composizioni di alcuni dei nomi più brillanti di quella generazione, tra questi Angelo Ragazzi, poi violinista presso la Cappella Imperiale di Vienna, nei suoi concerti convivono l’inventiva melodica partenopea e un saldo controllo architettonico, il suo Concerto per violino con ripieni, qui riproposto, si articola in quattro movimenti, secondo uno schema tipico del concerto diffusosi a Napoli nel primo Settecento. Francesco Scarlatti, attivo tra Napoli, Vienna e Londra, amplia il linguaggio corelliano intrecciandolo con influenze francesi e centroeuropee, come testimonia il suo Concerto n.8 mentre Nicola Matteis Jr., artista cosmopolita tra Londra e Vienna, fonde nella scrittura strumentale suggestioni italiane e gusto internazionale, la Sonata in sol minore – in Absolute Parthenope proposta in prima esecuzione in epoca contemporanea – riflette appieno l’esperienza cosmopolita di Matteis.

L’apertura con un Preludio Grave, caratterizzato da un marcato ritmo puntato, seguita da un Presto in stile fugato, richiama quasi la struttura di una ouverture francese. A questa fanno seguito movimenti quali l’elegante Sarabanda, la Gavotta, l’espressivo Largo e la Giga, che intrecciano e sovrappongono i tratti distintivi della sonata con quelli propri della suite di danze. Con Nicola Porpora, maestro di Farinelli e di Haydn, il concerto napoletano raggiunge un equilibrio perfetto tra cantabilità e virtuosismo, proiettando la scuola partenopea al centro della scena europea. Infatti, dei sette concerti per violoncello attribuiti a Porpora, il Concerto per violoncello in sol maggiore, riproposto nell’album e conservato in una copia presso la British Library, si è affermato stabilmente nel repertorio grazie al pregevole equilibrio fra virtuosismo e cantabilità. È in questo contesto che Napoli diventa così tappa imprescindibile del Grand Tour, aristocratici e viaggiatori inglesi animano i salotti cittadini e musicisti come il violinista Emanuele Barbella, qui riproposto con il suo Concertone, vedono le proprie opere diffondersi rapidamente oltremanica.

Con questa nuova pubblicazione, la Fondazione Pietà de’ Turchini conferma la propria vocazione: non solo custodire la memoria musicale di Napoli, ma restituirla al presente attraverso progetti di alto profilo artistico e scientifico, capaci di riportare alla luce un patrimonio che ha contribuito in modo determinante alla definizione dell’identità musicale europea. Absolute Parthenope non è soltanto un disco, ma un atto culturale che riafferma il ruolo di Napoli come protagonista assoluta del Barocco europeo.

Programma

Angelo Ragazzi (1680 – 1750)
Concerto per violino “con ripieni” in sol minore
Adagio, Allegro, Adagio – Allegro – Adagio, Allegro

Emanuele Barbella (1718 – 1777)
Concertone per violino solo in sol minore**
In tempo giusto, Largo e staccato di molto e fortissimo, Allegro andante alla polacca

Nicola Matteis Jr. (dopo 1670 – 1737)
Sonata per due violini e bc in sol minore
Grave – Praeludium, Presto, Sarabanda, Gavotte, Largo, Gigue

Francesco Scarlatti (1666 – 1741)
Concerto n. 8 in fa maggiore
Allegro, Largo – [Allegro], Larghetto, Allegro

Nicola Antonio Giacinto Porpora (1686 – 1768)
Concerto per violoncello in sol maggiore
Adagio, Allegro, Adagio, Allegro

Interpreti

Elisa Citterio violino solo
Catherine Jones violoncello solo
Talenti Vulcanici
Elisa Citterio*, Monika Toth*, Katarzyna Solecka, Raffaele Nicoletti*, Andrea Beatriz Lizarraga, isabel Soteras Valenti violini

Maria Bocelli*, Filippo Bergo viole
Catherine Jones*, Cristina Vidoni violoncelli
Federico Bagnasco contrabbasso
Juan Josè Francione tiorba
Davor Krkljus organo
Stefano Demicheli clavicembalo e direzione

* prime parti
** cadenze di Elisa Citterio


Info: Absolute Parthenope

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